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Napoli, discorso del sindaco in apertura Consiglio: commemorazione D'Avanzo e strage di Bologna


Napoli, discorso del sindaco in apertura Consiglio: commemorazione D'Avanzo e strage di Bologna
02/08/2011, 11:08

De Magistris: "Prima di iniziare i lavori odierni del Consiglio comunale, mi preme ricordare la scomparsa, avvenuta sabato pomeriggio, del giornalista Giuseppe D'Avanzo. Ci tengo particolarmente non solo per la sua origine napoletana, ma perch uno dei temi fondamentali della democrazia quello relativo al rapporto che deve intercorrere fra potere politico e informazione, cartina di tornasole della potenzialit democratica e liberale di un paese. Ci tengo, poi, perch proprio oggi ricorre il 31esimo anniversario della strage di Bologna, quella strage che vide, nel 1980, la morte di 85 persone e il ferimento di altre 200. Una strage su cui grava il peso di una verit mai raggiunta, su cui si addensa l'ombra del depistaggio -anche istituzionale- portato avanti per anni in sfregio della sofferenza dei familiari delle vittime, quella stessa sofferenza acuita ancora oggi dalla mancata abrogazione del segreto di Stato. Un segreto, quest'ultimo, che nega verit e giustizia al paese intero e che macchia di colpa lo Stato medesimo, come ricordato dai tanti libri e interventi scritti da molteplici giornalisti nel tentativo di illuminare quella pagina tragica e oscura della nostra storia. C' quindi un legame ideale tra ci che oggi ricordiamo la strage di Bologna e la figura di Giuseppe D'Avanzo. Una democrazia compiuta e moderna, infatti, vede nell'attivit indipendente dell'informazione una forma preziosa di controllo sul potere politico e le istituzioni, che non possono in alcun modo essere considerati immuni allo sguardo critico dei cittadini a cui sono chiamati a dar conto di se e del proprio operato. Anche e soprattutto quando il potere politico chiamato a governare, a livello nazionale e locale. Anche e soprattutto quando deve rispondere, come nel caso di Bologna e per quanto riguarda lo Stato, alla richiesta di verit e giustizia mai appagate. L'informazione libera lo strumento che consente questo controllo e questa ricerca, l'informazione libera la garanzia perch questo controllo e questa ricerca si realizzino. Un'informazione cos concepita, come ricerca della verit anche scomoda per il rappresentante politico-istituzionale, inoltre un elemento di formazione sociale e civile prezioso per quanti aspirano a garantire una societ fondata sulle coscienze vive, autonome, critiche. Giuseppe D'Avanzo ha declinato la sua attivit seguendo questi principi, contribuendo a rendere l'intero Paese pi consapevole e il potere politico pi forte, almeno quello che non teme il controllo perch opera senza ombre di nessun genere. Non dimenticando, ovviamente, l'apporto positivo che ha dato all'informazione, la stessa che in questi anni -in alcuni casi e purtroppo spesso- stata affetta, come direbbe Calamandrei, dalla sindrome dell'agorafobia, scegliendo di censurarsi prima di essere censurata dal potere, garantendosi l'autoconservazione opportunistica. In questo modo, D'Avanzo ha reso un proprio personale importante contributo al miglioramento del sistema democratico. Le sue inchieste di denuncia dei mali nazionali, compresa la deviazione e la corruzione delle istituzioni e del potere, i libri e gli articoli dedicati al tema della mafia e della sua infiltrazione istituzionale, sempre trattati con lo scrupolo tipico delle personalita' curiose e vivaci, sono una eredit preziosa per noi tutti. Per questo, per la sua morte, dunque, soffre Napoli ma anche l'Italia intera, in particolare quella societ civile mobilitata nella lotta al crimine e che non considera il potere politico schermato dallo sguardo critico e vigile di chi lo ha delegato di rappresentarlo e perci ha il diritto di giudicarlo.

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di Redazione
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