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Dopo la strage da punteruolo rosso si cambierà

Napoli, il Comune sostituirà le palme con altri alberi


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Napoli, il Comune sostituirà le palme con altri alberi
08/04/2010, 14:04

Napoli – Continua la strage da punteruolo rosso sono centinaia le palme già abbattute e altrettante quelle malate. Il comune di Napoli è impegnato alla ricerca di nuove varietà di albero che possano sostituire le palme.
L’idea del comune è quella di considerare le strade che ospitavano le palme come un bene culturale, quindi si sta cercando come sostituire gli alberi ultracentenari, con altri si pensa al leccio o magnolia che possano restituire la bellezza di un tempo.
La specie è originaria dell’Asia meridionale e Melanesia. Sono segnalati gravi danni nei palmeti da dattero della penisola arabica. Nel 1994 l’insetto è comparso per la prima volta in Europa e precisamente in Spagna; dall'anno 2005 è segnalato anche in Italia (Sicilia, Campania, Puglia, Lazio e Toscana).
L’insetto vive all’interno della palma, dove compie interamente il suo ciclo vitale. La femmina depone circa 300 uova distribuite alla base delle giovani foglie o sulle ferite delle foglie o in cavità del tronco della palma. Le uova si trasformano in 2 o 5 giorni in piccole larve che bucano le palme, cibandosi dei tessuti delle stesse, eliminando tutto il materiale fibroso. Le larve si muovono verso l’interno della palma scavando tunnel e larghe cavità, si possono trovare in qualsiasi parte della palma, anche al colletto. Il periodo larvale varia da 1 a 3 mesi. Le larve si impupano in un pupario cilindrico formato da strati fibrosi, generalmente questa fase avviene fuori dal tronco alla base della pianta. Dopo 14-21 giorni fuoriescono gli adulti. L’intero ciclo dura 4 mesi.
Sullo stesso albero di palma possono sovrapporsi più generazioni dell’insetto. Generalmente il curculionide non si sposta in una nuova palma finché non ha completamente distrutto quella su cui vive. I danni sono causati dalle larve e sono visibili solo quando il curculionide ha colonizzato l’intera pianta, che collassa.

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di Nando Cirella
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