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Il candidato sindaco per Pd stringe accordo con Borrelli

Napoli: il grande bluff di Ranieri e Sorbillo

Ai Verdi l'agricoltura o i rifiuti come "premio"

Napoli: il grande bluff di Ranieri e Sorbillo
22/01/2011, 14:01

NAPOLI - Tutto cambi affinché non cambi nulla. La solita storia, il solito gioco di prestigio dove però il fazzoletto non scompare; i soliti, vecchi volponi della politica che, pur godendo di un consenso popolare quasi nullo, riescono a trovare cuniculi dai quali penetrare, o meglio, ripenetrare nelle stanze del potere. I protagonisti di questa commedia napoletana già vista e rivista sono in tutto tre: Gino Sorbillo, Umberto Ranieri e Francesco Borrelli.

I primi due si erano presentati come lo sposalizio del nuovo, del cambiamento; del pulito. L’altro, invece, è l'onnipresente ex assessore provinciale alla Protezione Civile (leggasi “alle perpetue emergenze”) ed all’agricoltura; legato a doppo filo, tra i tanti, alla rovinosa gestione dei rifiuti in Campania.

Il piano era semplice: presentare come ventata di freschezza un giovane imprenditore napoletano di successo, il poco più che trentenne Sorbillo, salvo poi spingerlo ad un “clamoroso” ritiro in corsa per far subentrare personaggi già molto noti all'elettorato nostrano. E Ranieri? L’accordo con Borrelli (e con il poco edificante passato) è già bello e fatto; nel solito connubio partenopeo alla “mettiamoci d’accordo” dove alla fine l’elettore è costretto a scegliere il deprimente "meno peggio".

Non è un caso, tra l’altro, che i Verdi abbiano deciso di sponsorizzare con vivo interesse la candidatura del favorito Ranieri; snobbando gli altri aspiranti primi cittadini che, salvo stravolgimenti, se la giocheranno nelle retrovie.

Le voci, come intuibile, parlano di ambiente e gestione rifiuti assicurati ancora una volta all’ex assessore highlander che non pochi danni generò quando alla Provincia c'era Dino Di Palma. Tutto cambi affinchè nulla cambi, ancora una volta. Gli Highlander, però, almeno in questo caso, non obbediranno alla celebre frase “Ne resterà soltanto uno”. A Napoli, infatti, c'è un intero esercito di politici immortali che, invece di mozzar via la testa del vicino, stringe accordi a destra a manca e al centro per non perdere potere e privilegi.
Chi fallisce semplicemente si ripresenta attraverso mogli, sorelle, parenti più o meno lontani e giovani promesse che si spengono ancor pirma di trovare conferma. Ranieri e Sorbillo dovevano rappresentare il tanto propagandato nuovo, la tanto invocata "discontinuità". E invece: entrambi hanno ceduto alle lusinghe della gerontocrazia politica made in Naples.

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di Germano Milite
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