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Festeggiamenti fino all'alba. Città impazzita

Napoli, il ritorno dei "Campioni"


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Napoli, il ritorno dei 'Campioni'
21/05/2012, 14:05

NAPOLI - Chiamatela gioia. Chiamatela rivincita, riscatto. Chiamatele emozioni. Niente potrà descrivere una vittoria per la città di Napoli. Non esistono parole che valgono più delle lacrime, delle urla e delle mani alzate al cielo. Anche lui, tinto d’azzurro. Chiamateli sorrisi, quelle stampe sulle facce vogliose di chi ha atteso ventidue anni per un successo. E che successo, quello ottenuto contro la rivale storica, che si fregiava del titolo di Campione d’Italia e di un’imbattibilità goduta per un’annata intera e vistasi scippare negli ultimi novanta minuti della stagione. Chiamatelo stratega, quel livornese che non riesce a star seduto in panca. E studia, indica, suda e spompa come i suoi uomini, che anche quest’anno è riuscito a plasmare a sua immagine e somiglianza. Chiamatela paura, il momento in cui l’autore di una nuova era si copre gli occhi con le mani, in un gesto infantile che nasconde il terrore di essere ad un passo dal sogno. Chiamatelo amore, il pianto dell’uomo croce e delizia della squadra, sulle cui danze hanno ballato migliaia di cuori azzurri. Il suo sfogo, a fine gara, è l’immagine della fine di una passione straziante, ma orgasmica. Chiamatelo onore, il guardare negli occhi gli avversari di una vita ed alzargli in faccia l’ultimo trofeo dell’anno. E usate la stessa parola per chi, da napoletano, ha ripercorso le vie della sua città con la fascia da capitano ed in mano la coppa. C’è un dizionario intero da usare. E potete chiamare le cose come volete. Ma da oggi, facce così, chiamatele “Campioni”. E non sbaglierete!

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di Salvatore Formisano
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