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Napoli: il set del peggio della politica


Napoli: il set del peggio della politica
20/04/2011, 18:04

Il 15 maggio ci saranno le elezioni amministrative in tutta Italia. Non ci sono regioni interessate, ma diverse grandi città: Milano, Torino, Bologna e così via. Ma anche Napoli, dove quasi tutti i partiti hanno dato il peggio di sè.
Anche se molti l'hanno dimenticato, Napoli nel 1993 fu uno dei primi Comuni italiani vittima di quella che era la nuova legge che stabiliva la caduta della Giunta causata dal tracollo finanziario. Venne eletto Antonio Bassolino, che inizialmente agì bene. Niente di eccezionale, fece cose normali, se fatte in un Comune del nord; l'eccezionalità era che le faceva a Napoli. Introdusse la regola di mettere delle scadenze fisse ai contratti pubblici con sanzioni nel caso di ritardi; risanò i debiti dell'allora ATAN (la società di trasporti pubblici urbani su gomma), ne rinnovò il parco mezzi e stabilì accordi con le altre società di trasporti pubblici per l'introduzione - primi in Italia - del biglietto unico integrato; e così via. Ma già nel suo secondo mandato la situazione cominciò a guastarsi. Successivamente, con Rosa Russo Iervolino - vuoi per incapacità, vuoi per altro - le cose sono andate sempre peggio. L'ultima perla è stato il problema della spazzatura, che continua ad angustiare il capoluogo campano.
Ed ora si giunge a queste elezioni, con una serie di candidati che, in linea di massima, fanno piangere.
Il Pdl presenta Gianni Lettieri, imprenditore molto noto in città, ex Presidente dell'Unione Industriali di Napoli. Su di lui, dal punto di vista politico non si può dire molto, dal punto di vista politico, essendo un esordiente. Ma c'è il solito dubbio che si presenta con tutti i candidati del Pdl: agisce di testa sua oppure è solo un guanto dentro cui c'è la mano di qualcuno che abitualmente sta a Roma? Da questo punto di vista, la prima mossa è in tipico stile berlusconiano: l'appoggio dell'ex campione napoletano Fabio Cannavaro, da far entrare eventualmente in Giunta. Si tratta di un nome conosciuto ed amato a Napoli, ma è anche una persona indagata, insieme ad altre persone, per abuso edilizio. In questa città, dove l'abuso edilizio è diffusisssimo, prendere una persona con questa pecca in Giunta, non rischia di essere il segnale sbagliato? Inoltre, il Pdl nel 2009 ha conquistato la provincia di Napoli, nel 2010 la Regione Campania. Ma a distanza rispettivamente di due anni e di un anno, dire che Cesaro e Caldoro si sono fatti notare o apprezzare per qualcosa sarebbe una bugia. I 5 minuti di notorietà il secondo li ha avuti solo quando ha detto che non avrebbe avuto nulla da obiettare se il governo avesse costruito una centrale nucleare in Campania.
Diverso il discorso per Mario Morcone, esponente del Pd. Morcone è stato scelto dopo delle primarie contestatissime e fatte nella maniera sbagliata, ma non è un nome che possa raccogliere folle oceaniche. E' un bassoliniano di ferro, quindi una persona che è visto come il seguito della politica avuta dalla città negli ultimi 20 anni quasi. Con risultati, come ho raccontato, sempre peggiori. Naturalmente si può sempre sperare in un miracolo, ma l'esperienza dimostra che in politica non avvengonmo praticamente mai.
Poi c'è Clemente Mastella, alla guida dell'Udeur, che si presenta nella speranza di poter essere decisivo per il vincitore, in modo da ottenere posti per sè e per i suoi (quei posti che da Strasburgo - dove fa l'europarlamentare - non può manovrare). Inutile fare la storia politica di Mastella, con i suoi continui salti da uno schieramento all'altro, finendo con il recente rinvio a giudizio insieme alla moglie.
Il meno peggio è senz'altro Luigi De Magistris, che si presenta a capo di una lista civica. In astratto è una buona candidatura, che può sbandierare a ragione la bandiera della legalità. Il fatto di presentarsi a capo di una lista civica può essere utile per attirare gli scontenti di altri schieramenti; e tutto sommato il Pd forse avrebbe fatto meglio ad appoggiarlo. Tuttavia resta una incognita: avrà le qualità per fare il sindaco? Nessuno è in grado di saperlo, dato che negli ultimi due anni l'ex Pm è stato europarlamentare, mentre prima non ha avuto alcuna carica politica. Quindi sarà un po' a sorpresa, nel caso in cui venisse eletto.
Tra i "piccoli" (cioè coloro che non hanno alle spalle grandi partiti o grande notorietà) interessante la novità di Raffaele Fico, del Movimento 5 Stelle. Si presentò anche alle regionali dello scorso anno, raggiungendo circa il 2% dei voti. Difficile pensare che possa ottenere grandissimi risultati, soprattutto perchè al sud gran parte del voto è clientelare, mentre i "grillini" puntano a raccogliere il voto dei "cani sciolti". Però le sue idee sono notevoli, al punto che chiunque vinca, se avesse onestà intellettuale e pochi legami con apparati economico-politici locali, potrebbe tranquillamente affidargli una delega in un settore tecnico.
Resta il problema: per chi non è legato a questo o quel candidato o a questo o quel partito, chi può votare? I troppi legami del Pdl e del Pd con persone non sempre raccomandabili? La mancanza di esperienza e l'onestà di De Magistris? Mastella (su cui non aggiungo niente, per carità di patria)? Il giovane Fico, che si presenta come avanguardia dell'anti-politica? Non è una scelta facile. Purtroppo non so perchè, ma qui al sud sembra tanto che i partiti si divertano a proporre il peggio del peggio che hanno a disposizione.

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di Antonio Rispoli
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