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Il mandato naturale scade nel 2011

Napoli, non passa sfiducia a sindaco Iervolino


Napoli, non passa sfiducia a sindaco Iervolino
15/01/2010, 10:01


NAPOLI - Alla fine la maggioranza in Consiglio comunale si è ricompattata e la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino è stata respinta con 30 voti contrari, (compreso il suo), 25 a favore e la dicharazione di 'non voto' di Francesco Moxedano dell'Idv che aveva raccolto le firme per proporre la mozione. "Non me ne vado - ha detto il sindaco prima della votazione - e questo perché la democrazia ha alcune regole tra cui quella delle elezioni ogni cinque anni. La mia decisione è quella di arrivare fino in fondo al mio mandato, sempre che lo vogliate, per cercare di fare il meglio possibile per la città, con il maggiore equilibrio possibile". E il mandato naturale scade nel 2011. "Con umiltà e orgoglio, se mi confermate la fiducia, continueremo a lavorare per la città seguendo la linea del centrosinistra - ha aggiunto la Iervolino - ho dentro di me un'esigenza di giustizia e democrazia matura e per questo voglio andare fino in fondo senza inciuci e senza patti". Un intervento molto lungo quello del sindaco, nel quale
ripercorso le tappe della sua consiliatura: "Non credo che un
commissario governativo e una interruzione dei lavori per tre o quattro mesi possa essere invocata come la panacea di tutti i mali - ha sottolineato -. Questa città, con tutti i suoi problemi, abbiamo il diritto di governarla noi che abbiamo avuto il mandato per farlo". Intanto, mentre il sindaco parla a un'aula che da tempo non era così piena (56 i consiglieri presenti), gli esponenti dell'opposizione fanno il conto dei voti a favore della sfiducia: 25 alla fine. Non bastano per approvare la mozione. "Cerchiamo di risolvere i problemi e non con un capro espiatorio che è il sindaco - ha aggiunto la Iervolino -. Siamo la più grande città italiana governata dal centrosinistra in Italia e finché il meccanismo istituzionale non ci pone in condizioni di abbandonare il governo della città noi abbiamo il dovere di governarla". Il sindaco è soddisfatto dal risultato raggiunto, ma il centrodestra non resta a guardare e Ciro Signoriello del Pdl ha replicato che "c'é poco da esultare" visto lo scarto di cinque voti tra i 'no' e i 'si', una differenza "minimale", indice "di una maggioranza virtuale". "Tra i contrari c'é anche il suo voto - ha concluso Signoriello - dal punto di vista etico mi sembra amorale che il sindaco abbia votato per un fatto che la riguardava direttamente".

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di Redazione
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