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Nuove misure per garantire la rentigrazione dei carcerati

Napoli: protocollo per il diritto allo studio dei detenuti


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Napoli: protocollo per il diritto allo studio dei detenuti
06/10/2009, 13:10

Alla Sala Giunta di Palazzo S. Lucia, l'assessore Regionale all'istruzione, alla formazione e al lavoro Corrado Gabriele, ha firmato un protocollo d'intesa sul diritto all'istruzione, alla formazione e all'inserimento nel mondo del lavoro delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.
Presenti all'evento anche il direttore scolastico Regionale Alberto Bottino, il provveditore Regionale dell'amministrazione penitenziaria Tommaso Contestabile e il garante regionale dei diritti dei detenuti Adriana Tocco.
Proprio la dott.ssa Tocco, evidenzia la continua richiesta da parte dei carcerati dei 17 centri di detenzione presenti in Campania di un modo per impiegare il tempo "libero" durante le altrimenti interminabili giornate passate nei penitenziari.
A tal proposito, l'introduzione di corsi didattici sarebbe un'ottima risposta alle esigenze dei detenuti e un mezzo valido per garantire il loro futuro reintegro all'interno della società. Dello stesso parere è anche l'assessore Gabriele il quale, in una parte del suo intervento, si sofferma sugli immigrati e ricorda che:"Moltissimi detenuti sono extracomunitari con un livello d'istruzione molto basso. Aiutarli ad apprendere meglio la nostra lingua e permettere loro di avvalersi del diritto allo studio, potrebbe, dopo la loro scarcerazione, favorire un sano e relativamente rapido processo d'integrazione sul nostro territorio".
Il Dott. Bottino ricorda poi che, i penitenziari campani, non sono nuovi a questo genere di iniziative e che, già nel carcere di Secondigliano, esistono valide modalità d'apprendimento che hanno portato diversi galeotti a continuare gli studi dopo aver scontato la pena. Spazio, come intuibile, anche al problema del sovraffollamento delle Carceri (tema affrontato sia dal Dott. Bottino che dal provveditore Contestabile).
 In Campania, infatti, ci sono 7500 detenuti; a fronte di una capienza massima delle strutture penitenziarie che si aggira intorno ai 5000 posti. "Mancano le risorse", precisa Contestabile visto che "per ora il governo si è mosso poco e male per risolvere tale drammatica situazione"
Tornando a parlare di istruzione nelle carceri, Gabriele ricorda poi quanto sia fondamentale un tipo di approccio didattico all'interno degli istituti di detenzione e parla anche di cifre:"Il 10% dei galeotti non hanno mai varcato la soglia di una scuola e, oltre la metà, non ha terminato il ciclo di studi primario"; conclude difatti l'assessore. Tali percentuali dimostrano, ancor di più, quanto un intervento di alfabetizzazione sia non solo doveroso dal punto di vista dei diritti civili ma necessario per l'intero sistema penitenziario.

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di Germano Milite
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