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Napoli, Santoro (Fli): "bilancio su basi troppo fragili"


Napoli, Santoro (Fli): 'bilancio su basi troppo fragili'
25/06/2012, 14:06

"Il presidente Pasquino ha bollato come scomposto e incomprensibile il comportamento dei quattro consiglieri comunali che dopo trenta ore di dibattito in aula sono usciti al momento del voto sulla delibera di bilancio. Essendo tra i quattro, seppur per motivazioni profondamente diverse da quelle degli altri tre, mi corre l'obbligo cercare di rendere almeno comprensibile la mia scelta al presidente Pasquino". Lo afferma, in una nota, il capogruppo al Consiglio Comunale di Napoli per Futuro e Libertà Andrea Santoro. "Futuro e Libertà ha cercato di qualificare al massimo la proposta politica in occasione del bilancio e lo ha fatto con una serie di emendamenti e mozioni di interesse generale, per la maggior parte approvate dall'aula. La manovra di bilancio si inserisce tuttavia in un contesto di forte incertezza dovuta alla mancata approvazione del consuntivo 2011 ed alle indagini della Corte dei Conti. L'intero dibattito si è aperto con una questione sospensiva presentata proprio da FLI in ordine a tali preoccupazione, per nulla dissipate dai tentativi rassicurativi dell'assessore Realfonzo. Gestione dei residui, società partecipate, spesa del personale, spesa per incarichi e consulenze, violazione della normativa in materia di beni, equilibri di bilancio, gestione di cassa, parametri di deficitarietà, inosservanza della normativa in materia di conti degli agenti contabili: sono solo alcuni degli aspetti su cui è aperto il controllo della Corte dei Conti", aggiunge Santoro. "Nel Bilancio appena approvato ci sono voci, come le entrate da contravvenzioni al codice della strada, ulteriormente dilatate rispetto agli anni addietro, giungendo a ben 83 milioni di euro. Sarà un miracolo incassarne un terzo. E' un Bilancio che si regge su fondamenta troppo fragili, non è da escludere che il Comune venga dichiarato ente strutturalmente deficitario, cioé in gravi ed incontrovertibili condizioni di squilibrio con lo sforamento di cinque parametri di deficitarietà su dieci (l'anno scorso erano stati sforati quattro, il minimo), anticamera del dissesto. Partecipare al voto, anche solo per votare contro o astenersi, avrebbe significato soprassedere sui tanti profili di dubbia trasparenza che accompagnano questa manovra. Ecco perché a nome di Futuro e Libertà, forza politica leale e costruttiva nei confronti dell'Amministrazione ma non per questo ad essa succube, sono uscito dall'aula e bene avrebbero fatto a fare altrettanto anche le altre forze politiche non organiche alla maggioranza. Invece ha prevalso la fiera delle vanità: dal PD al PDL tutti quelli che pure avevano annunciato di non partecipare al voto sono rimasti in aula nella speranza di guadagnarsi una pacca sulla spalla", conclude il capogruppo di Fli.

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di Redazione
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