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Napoli: Santoro-Diodato (Pdl), cricca vuole 107 mln


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Napoli: Santoro-Diodato (Pdl), cricca vuole 107 mln
06/07/2010, 17:07

NAPOLI - "Una cricca ben consolidata, già nota all'autorità giudiziaria in diverse Procure italiane, sta per mettere a segno un colpo alle casse del Comune di Napoli, con un jackpot di oltre 107 milioni di euro, più qualche milione di spese legali". Lo hanno sostenuto in una conferenza stampa il consigliere comunale Andrea Santoro e il consigliere regionale Pietro Diodato (Pdl). "L'amministrazione comunale - si legge in una nota - sta tenendo il massimo riserbo su una vicenda scandalosa: il 15 febbraio di quest'anno tre avvocati hanno emanato, per conto del Tribunale di Napoli che li aveva nominati arbitri, un lodo per dirimere una controversia tra il Comune di Napoli ed una società. E' stata decretata a maggioranza la condanna del Comune di Napoli a pagare 107.243.649,00 euro, più spese legali e consulenze. Una cifra che fa saltare il banco, facendo ripiombare dritto dritto il Comune di Napoli nel baratro del dissesto". Santoro e Diodato accusano l'amministrazione di aver trattato per anni la vicenda "con eccessiva leggerezza". La società in questione sarebbe stata in passato "compromessa da innumerevoli vicende giudiziarie". Dietro vi sarebbe una "cricca" che, incaricata e pagata per la costruzione di migliaia di vani nella periferia napoletana mai realizzati, avrebbe poi costituito un consorzio "ceduto, ripreso, fallito, resuscitato, frammentato, passato di mano in mano ad una serie infinita di cooperative e società nate solo ed esclusivamente per mantenere in piedi un fantomatico 'diritto di concessione' da farsi rimborsare dal Comune di Napoli". "Dopo anni di tentativi, di arresti, di inchieste - denunciano i consiglieri -, un collegio arbitrale ha avuto il coraggio di dare ragione a questa società, condannando il Comune al pagamento di oltre 107 milioni. E l'amministrazione si é lasciata scivolare addosso questa decisione: basta pensare che l'arbitro del Comune è stato nominato di ufficio". "Ci auguriamo - concludono Santoro e Diodato - che l'amministrazione Jervolino voglia agire con maggiore vigore e determinazione nel fronteggiare le assurde pretese di questa cricca, che da anni si aggira intorno Palazzo San Giacomo, e che oggi rischia di ottenere quei benefici economici per il cui ottenimento i suoi stessi sodali sono imputati in numerosi processi penali".

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di Redazione
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