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Napoli, Teatro Area Nord BRIGANTI di e con Gianfranco Berardi


Napoli, Teatro Area Nord BRIGANTI di e con Gianfranco Berardi
11/03/2011, 15:03

Sabato 12 marzo (ore 20:30) e domenica 13 marzo (ore 18:00), al Teatro Area Nord di Napoli (Via Nuova Dietro la Vigna – Lotto 14/B – Centro Polifunzionale di Piscinola) sarà in scena la compagnia Berardi-Casolari, prodotta dal Teatro Stabile di Calabria Gitiesse – Artisti Riuniti con BRIGANTI di e con Gianfranco Berardi. Lo spettacolo affronta le tematiche del brigantaggio meridionale post-unitario (1860-61); la scena si svolge in una cella delle carceri del ex- Regno delle Due Sicilie, dove, attraverso le memorie di un giovane ventiseienne caduto prigioniero in battaglia, si rivivono avvenimenti ed episodi che hanno segnato la vita delle popolazioni del Mezzogiorno d’Italia prodotti dallo scontro fra il nuovo ordine costituito e reazionari. L’intero universo dei fatti narrati trae spunto da documenti storici di vicende realmente accadute e spesso tralasciate dalla storiografia ufficiale. Ad essi, però, si miscela il mondo della tradizione orale popolare non privo di spunti fantastici.  Il testo trasforma in sogno realtà crudeli, ironizza su temi, nostro malgrado, ancora vivi, ponendo attenzione sulle radici “culturali” del problema, cercando di non cadere in una retorica politica. “L’ignoranza genera violenza, violenza genera violenza” è uno dei principi che si intende trasmettere con il lavoro.  Alla vita di Carmine Crocco, alla quale molte biografie di eroi celebri possono essere paragonate e alle sue scorribande nelle province lucane, è liberamente ispirato il lavoro, in quanto testimone di ribellione come reazione e non rivoluzione. “Noi siamo come la serpe, se non la stuzzichi non ti morde”. Un solo attore in scena con una sedia, cerca di manifestare un taglio di una storia ancora per un certo verso negata, ancora attuale e sicuramente universale; mette in scena particolari, dettagli, racconti ispirati a precise zone o personaggi storici evitando di  chiudere il tutto in una realtà spaziale circoscritta, senza alcuna narrazione filologica della storia. Scene e luoghi della memoria sono affidati al lavoro delle luci.

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di Redazione
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