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Il Capo dello Stato nel suo ultimo discorso di fine anno

Napolitano ai giovani: “Polemica, indignazione e reazione”


Napolitano ai giovani: “Polemica, indignazione e reazione”
01/01/2013, 09:42

ROMA – Sono stati tanti e complessi i temi approfonditi dal Presidente Napolitano per il discorso del suo mandato che giunge verso la conclusione. Dalla oramai onnipresente “crisi” all’incitamento di una svolta politica costruttiva alla vigilia delle elezioni, Giorgio Napolitano ha parlato agli italiani riassumendo gli obiettivi lasciati ed annunciando moniti per un futuro migliore nel nostro Paese. La crisi, i sacrifici necessari per fronteggiare il debito pubblico, l’urgenza di riconquistare la fiducia nelle Istituzioni sono stati il corpo centrale del discorso del Presidente. Non ha dimenticato di rivolgere la sua attenzione, sempre costante in questi sette anni del suo mandato, ai giovani ed alla mancanza del lavoro, riconfermando la necessità da parte della politica di ristabilire la propria responsabilità ad impegnarsi per arginare tali problemi: “Tra i giovani si manifesti, insieme con la polemica e l'indignazione e la voglia di reagire, la volontà di partecipare a un moto di cambiamento”. In piena campagna elettorale, Napolitano ha chiarito di non voler intromettersi nella scelta del futuro governo, non concederà alcun orientamento, tale responsabilità spetta esclusivamente agli organi predestinati ed ai candidati voluti dagli elettori. “Ricevo lettere da persone che mi dicono dell'impossibilità di vivere con una pensione minima dell'Inps, o del calvario della vana ricerca di un lavoro se ci si ritrova disoccupato a 40 anni. Dobbiamo parlare non più di ‘disagio sociale’ ma come in altri momenti storici, di una vera e propria ‘questione sociale’ da porre al centro dell'attenzione e dell'azione pubblica”, ha spiegato il Capo dello Stato il quale ha instaurato un contatto diretto con i cittadini italiani. L’Italia, l’Europa e la crisi : "Guai se non si fosse compiuto lo sforzo che abbiamo in tempi recenti più decisamente affrontato. Pagare gli interessi sul nostro debito pubblico ci costa attualmente più di 85 miliardi di euro all'anno, e se questo enorme costo potrà nel 2013 e nel 2014 non aumentare ma diminuire, è grazie alla volontà seria dimostrata di portare in pareggio il rapporto tra entrate e spese dello Stato, e di abbattere decisamente l'indebitamento” , ha chiarito Napolitano. Ed in riferimento all’Europa : “C'è stato un ritorno di fiducia nell'Italia. L'Italia non è un paese che possa fare, nel concerto europeo, da passivo esecutore; è tra i paesi che hanno fondato e costruito l'Europa unita, ha titoli e responsabilità per essere protagonista di un futuro di integrazione e democrazia federale, condizione per contare ancora nel mondo”. Le violenze domestiche e le barbare uccisioni, che hanno funestato l’anno conclusosi, sono state parte del discorso voluto dal Presidente che dichiara di aver firmato la legge di ratifica della convenzione internazionale rivolta a combattere la violenza domestica. In riferimento al Premier Monti, il Presidente ha detto: “ Ha compiuto una libera scelta di iniziativa programmatica e di impegno politico. Egli non poteva candidarsi al Parlamento facendone già parte come senatore a vita. Poteva, e l’ha fatto patrocinare, dopo aver presieduto un governo tecnico, una nuova entità politico-elettorale, che prenderà parte alla competizione al pari degli altri schieramenti. D’altronde non c’è nel nostro ordinamento costituzionale l’elezione diretta del primo ministro, del capo del governo". E citando Benedetto Croce, il Capo dello Stato ha concluso “La politica non deve però ridursi a conflitto cieco o mera contesa per il potere, senza rispetto per il bene comune e senza qualità morale”.

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di Rosa Alvino
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