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Destra e sinistra d'accordo, ma continua la polemica

Napolitano al Csm: "Occorre evitare esasperazioni politiche"


Napolitano al Csm: 'Occorre evitare esasperazioni politiche'
28/02/2010, 12:02

ROMA – “Prevalga il senso della misura e la responsabilità. Occorre evitare, in tema di giustizia, esasperazioni e accuse pesanti tra parti politiche, istituzioni, poteri ed organi di Stato”. Ecco, in sintesi, il contenuto della lettera aperta che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato ai giudici, all’indomani degli scontri tra il Csm ed il premier Silvio Berlusconi. Quest’ultimo nei giorni scorsi aveva accusato alcuni esponenti della magistratura di essere dei “talebani”. Accuse che avevano suscitato l’ira dei giudici, i quali a loro volta si erano detti stanchi dei continui attacchi e avevano tacciato il Capo dello Stato di dichiarare cose “inaccettabili”.
Nella lettera a Mancino, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Napolitano ha sottolineato inoltre che è necessario puntare l’attenzione sui segnali positivi che si sono registrati in Parlamento, dove c’è stata una maggiore apertura tra esigenze e posizioni diverse. “Infatti” – conclude la lettera – “questo sarà il modo migliore per essere vicini a tutti i magistrati che si sono impegnati con scrupolo ed imparzialità nell’accertamento e nella sanzione di violazioni di legge da cui trae forza la criminalità”.
Ampio consenso per le parole di Napolitano è arrivato dal mondo politico. Il più soddisfatto è stato il presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha invitato le parti politiche a fare tutto ciò che è in loro potere per creare un clima costruttivo. Lo stesso Mancino, destinatario della lettera, ha espresso “piena condivisone e la stessa preoccupazione del Presidente”.  Formalmente, anche per Pd e Udc il monito di Napolitano deve essere accolto. Tuttavia Pierluigi Bersani, leader del centrosinistra, rincara la dose: “Berlusconi sragiona. Il conflitto tra istituzioni genera solo disordine”. Ancora più dura l’Italia dei Valori: “C’è un talebano a Palazzo Chigi che attacca la democrazia” – chiosa Antonio di Pietro – “e per questo non possiamo abbassare i toni”.
Quanto a lui, Silvio Berlusconi, non una parola di risposta. Nel suo silenzio, si può leggere distacco,ma anche la consapevolezza che il Presidente della Repubblica è anche a capo dello stesso Csm e quindi alcune parole sono dovute soprattutto all’ossequio di un ruolo istituzionale.

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di Ornella d'Anna
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