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Il Presidente della Repubblica cerca rinforzi per il governo

Napolitano al Pdl: "Ditemi se la maggioranza tiene"


Napolitano al Pdl: 'Ditemi se la maggioranza tiene'
21/09/2011, 09:09

ROMA - In questi ultimi tempi il Presidente della Repubblica è particolarmente attivo, anche se sottotraccia. Ieri ha incontrato una delegazione del Pdl, di cui facevano parte i capigruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto e al Senato Maurizio Gasparri. Inizialmente l'incontro era previsto perchè il Pdl voleva che il capo dello Stato facesse pressione sui giudici di Napoli, nella sua qualità di Presidente del Csm, affinchè il processo contro Valter Lavitola, Giampaolo Tarantini e la moglie Angela Devenuto venisse trasferito a Roma. Dato che alla bisogna aveva già provveduto il Gip di Napoli, il discorso si è incentrato sulla tenuta della maggioranza, che per ben cinque volte, nella giornata di ieri era andata sotto alla Camera (senza tutti i ministri presenti in aula, la maggioranza non c'è, ndr). Ma le risposte sono state quelle di sempre: la maggioranza c'è, è stato solo un caso che 45 deputati fossero assenti, il provvedimento non era molto importante.
Spiegazioni che ovviamente non convincono nessuno. Per questo negli ultimi giorni Naèpolitano ha avviato un giro quasi di preconsultazioni, parlando in particolare con Casini e Bersani. L'obiettivo principale probabilmente è tenere in vita in qualsiasi maniera questo governo (prova ne è che dopo quel colloquio Bersani - che solo la mattina aveva detto che il premier doveva dimettersi ad horas - non ha più affrontato l'argomento); in alternativa, preparare i due leader di partito a sostenere un governo tecnico o qualcosa del genere.
Il tutto, in attesa di quello che succederà giovedì, quando si discuterà se concedere o meno l'arresto di Marco Milanese. Se quello che si sussurra è vero, cioè che Maroni e i suoi tireranno un altro sgambetto al Pdl, votando a favore dell'arresto, nascondendosi dietro il voto segreto, potrebbe essere un altro problema per il Pdl. Infatti, Maroni ha una trentina di voti da gestire; anche se il Pdl può contare suill'appoggio dell'Udc (che ufficialmente darà libertà di votare secondo coscienza, ma poi ha chiesto il voto palese, evidentemente per controllare chi votava a favore e chi contro), non è detto che qualche altro mal di pancia non si faccia sentire. E non è detto che dal Pd arrivi il soccorso necessario.

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di Antonio Rispoli
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