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Vergognose dichiarazioni del Presidente della Repubblica

Napolitano attacca la magistratura e tutti applaudono


Napolitano attacca la magistratura e tutti applaudono
21/07/2011, 19:07

Ancora una volta il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano butta nella spazzatura quella Costituzione che dovrebbe difendere ed attacca a testa bassa per difendere il governo Berlusconi. L'ha fatto oggi, parlando agli uditori giudiziari, cioè a coloro che hanno vinto il concorso per entrare nella magistratura e stanno nel periodo di due anni di "praticantato" indispensabile per poter poi diventare giudici del Tribunale (se vorranno fare i Pm, ci vorranno altri 5 anni come giudice).
E il suo discorso sembrava scritto dal ghost-writer di Berlusconi: attacco ai magistrati che cedono ad "esposizioni mediatiche", attacco ai magistrati che usano le intercettazioni telefoniche ed ambientali per i loro processi, attacco ai magistrati che "osano" indagare sui politici. Vediamo di chiarire alcuni punti, sperando che ci sia qualcuno che li faccia presenti anche a Napolitano.
Innanzitutto le intercettazioni. Queste già seguono delle regole rigidissime. Il Pm le può chiedere solo quando si verificano precise condizioni: indagine già iniziata per reati che hanno una pena massima superiore ai 6 anni; gravi indizi di reato; impossibilità di proseguire l'indagine in altra maniera. La richiesta viene esaminata da un Gip e si dà il via libera per un massimo di 15 giorni, rinnovabili solo se ci sono i motivi per farlo (magari il Gip può concedere il secondo rinnovo di 15 giorni senza che sia uscito niente; ma poi o esce qualcosa oppure il Pm la sua richiesta la può usare al posto della carta igienica). Allora Napolitano sia chiaro: i Pm non devono indagare? Oppure non devono indagare solo i deputati del Pdl?
E qui veniamo all'esposizione mediatica e alle indagini sui politici. Il punto anche qua, per le persone oneste, è chiarissimo: o i magistrati sono una associazione a delinquere che va messa tutta in galera (ma ci vorrebbe qualche prova; non bastano le farneticazioni di qualche demente o l'assioma "visto che continuano ad indagare, vuol dire che i magistrati sono in malafede". Sarebbe come dire che l'imputato che si difende è sicuramente colpevole proprio perchè si difende) oppure i processi si fanno e si vede se i Pm hanno ragione o no. Naturalmente, a condizione che non ci siano altre invasioni di campo indebite del Parlamento, del Csm e di Napolitano. Perchè è chiaro, se il Parlamento vara una legge che cancella un reato non è mica colpa dei magistrati. Se il Csm caccia dalla magistratura un magistrato reo di fare il proprio dovere (l'ex procuratore capo di Salerno Apicella, reo di aver indagato sulla denuncia presentata da De Magistris contro i magistrati di Catanzaro) è chiaro che poi il processo svanisce. Se Napolitano si intromette nella vicenda di De Magistris, dando ragione a quei magistrati che ora sono rinviati a giudizio ed attaccando l'azione dei magistrati onesti, non è mica colpa dei magistrati.
SPesso si fa l'esempio di Mannino: 12 anni di processo, 17 mesi di custodia cautelare, alla fine in Cassazione è stato assolto. Ma nessuno l'ha obbligato: poteva accontentarsi della sentenza di condanna di primo grado e buona notte. Se si fa ricorso, se si adottano comportamenti dilatori oppure ostruzionistici, è normale che i tempi si allunghino. E' una scelta processuale. Purtroppo i magistrati vengono messi dal Parlamento - con l'avallo del Presidente della Repubblica - nell'incapacità di fare il proprio dovere, e questo già allunga i tempi. Se si vuole che i processi si accorcino, la strada è semplice: più magistrati, più aule dove celebrare i processi, più personale in Cancelleria del Tribunale e in Procura, più person ale delle forze dell'ordine. INsomma, più soldi e più risorse, che è esattamente il contrario di quello che ha fatto questo governo: dal 2008 ha fatto 3 miliardi di tagli alle forze dell'ordine, 3 miliardi e mezzo ai tribunali, una legge che rende quasi impossibile la confisca dei beni della mafia... l'elenco è lungo. Ed è un elenco sul quale Napolitano non ha mai avuto niente da dire. Ha sempre firmato con la massima rapidità qualsiasi legge gli venisse presentata, avallandola con le proprie mani.
E allora, lo dica chiaramente: anche lui, come Berlusconi e il Pdl, ritiene che i magistrati debbano arrestare solo extracomunitari e poveri cristi? LO deve dire, chiaro, semplice e tondo. Altrimenti, se continua a mandare messaggi di questo genere, dimostra che sta violando un semplice principio: se non difendi una legge, la stai attaccando per distruggerla. E il compito del Presidente della Repubblica è difendere LA legge, la Carta Costituzionale.

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di Antonio Rispoli
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