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Celebrazioni per i 150 anni dell'Unità: bilancio positivo

Napolitano: "Ce la faremo, usciremo dal tunnel"

"L'arma vincente è la coesione sociale e nazionale"

Napolitano: 'Ce la faremo, usciremo dal tunnel'
24/12/2011, 13:12

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invita l' Italia provata dall' instabilità parlamentare, affannata dai collassi dell'economia, esasperata dai sacrifici della manovra finanziaria e accompagnata costantemente dallo spettro del default, a trarre forza dallo spirito nazionale.
- "Ce la faremo, usciremo dal tunnel, con l'arma vincente della coesione sociale e nazionale" afferma il Presidente. Napolitano, in un colloquio con il Corriere della Sera, invocando appunto la coesione sociale e nazionale, ricorda le celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia: "C'era un bisogno di recupero dell'orgoglio nazionale, in reazione a stati d'animo di disagio, di incertezza e anche di frustrazione. Si avvertiva che il Paese aveva perduto terreno, aveva visto offuscarsi la propria immagine, il proprio prestigio, la propria dignità... e la gente ha reagito". - "Questa occasione è stata colta da milioni di italiani, da quanti mettevano la bandiera al balcone o agitavano il tricolore nelle piazze, nelle strade, e partecipavano alle assemblee, a iniziative di ogni sorta e di ogni dimensione".
Il capo dello Stato vede nella reazione positiva degli italiani durante le celebrazioni, la forza del Paese, l'arma vincente.
Parla delle celebrazioni per i 150 anni come "un successo di partecipazione che ha superato le più positive previsioni, una lezione secca per gli scettici".
Le celebrazioni "sono state viste come l'occasione, colta da molti italiani, per far nuovamente sentire più forte il patrimonio storico dell'Italia, il nostro ruolo in Europa e nel mondo".
Continuando con le considerazioni sull'anniversario afferma: "La globalizzazione, è indubbio che possa determinare fenomeni di 'spaesamento', suscitare un'ansia di smarrimento della propria identità nazionale o locale".
Tuttavia "non credo siano fatali le spinte centrifughe o che esse non risultino dominabili e superabili. Comunque non ritengo che vi siano, nel nostro continente, piccole patrie in cui ci si possa sentire espropriati di sovranità per effetto del processo di costruzione dell'Europa unita. L'autolimitazione delle sovranità nazionali a favore delle istituzioni comunitarie, da parte dei Paesi impegnatisi sulla via dell'integrazione europea, è stata, a partire dagli anni cinquanta dello scorso secolo, una scelta volontaria e consapevole, essendosi compreso che non vi era altrimenti alternativa ad una fatale perdita di rilevanza dell'Europa in un mondo che cambiava e anche ad una crescente impossibilità di risolvere, nella pace, sul piano strattamente nazionale problemi che ormai stavano travalicando quella dimensione".
Il Presidente della Repubblica conclude, ricordando la memoria dei caduti garibaldini: "Sull'altura di Calatafimi, teatro di una sanguinosa e decisiva battaglia nel 1860, ci sono dei cippi con i nomi dei caduti garibaldini provenienti da varie parti d'Italia e segnatamente da città del nord. In quel luogo, ho come toccato con mano la prova tangibile, in un'atmosfera di grande emozione, di quella coesione e unità tra gli italiani cui dobbiamo guardare di nuovo oggi come all'arma vincente per superare le sfide del presente e del prossimo futuro".
 

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di Broegg Anna Carla
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