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Il Capo dello Stato risponde alle accuse di Bianconi

Napolitano: chiedano l’impeachment


Napolitano: chiedano l’impeachment
16/08/2010, 17:08

Roma – Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, risponde all’accusa di "tradimento della Costituzione", proposta contro di lui dal deputato del Pdl, Maurizio Bianconi. Attraverso il suo ufficio stampa, il Presidente sottolinea che seguendo le sue ragioni, il deputato Bianconi, avrebbe dovuto fare appello all’art. 90 della Cost. e alle relative norme di attuazione. In Italia, la procedura per la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica è parlamentare, ma una volta attivato l’impeachment spetta alla Corte Costituzionale il giudizio sul Presidente. "Il Presidente della Repubblica, - afferma la Costituzione - non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri". Dal Quirinale sottolineano che secondo le norme di attuazione della legge Cost. 11 marzo 1953, n.1, art. 12, quando è deliberato lo stato d’accusa del Presidente, è la Corte Costituzionale a decidere la sospensione della carica. L’art. 13, ribadisce poi che il Parlamento in seduta comune nel porre in essere lo stato d’accusa del Presidente della Repubblica, elegge uno o più commissari per sostenere l’accusa, anche tra i suoi componenti. Davanti alla Corte i commissari esercitano la funzione di pubblico ministero ed hanno la facoltà di assistere a tutti gli atti istruttori.
Infine, la norma Cost. stabilisce le pene previste, richiamando le leggi vigenti: "Per i reati di attentato alla Costituzione e di alto tradimento commessi dal Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale nel pronunciare sentenza di condanna, determina le sanzioni penali nei limiti del massimo di pena previsto dalle leggi vigenti al momento del fatto, nonché le sanzioni costituzionali, amministrative e civili adeguate al fatto".

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di Dario Palladino
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