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Intervento agli stati generali della Protezione civile

Napolitano contro evasori: “Non meritano di essere italiani”

Monti: “Io volontario per mettere in sicurezza il Paese”

Napolitano contro evasori: “Non meritano di essere italiani”
13/04/2012, 19:04

ROMA – “Gli evasori fiscali non meritano di essere associati alla parola Italia”. Non usa mezzi termini il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e attacca in modo forte i frodatori fiscali. “Portano avanti logiche asociali e di disprezzo del bene comune,”, puntualizza il capo dello Stato intervenendo agli Stati generali della Protezione civile e del volontariato.
Napolitano si sofferma anche sull’abusivismo edilizio: “E’ un comportamento deviante”, dice ribadendo che chi lo pratica non può considerarsi appartenente al Paese Italia.
Insomma un modo quello del Presidente della Repubblica per svegliare le coscienze, esortare alla legalità in un momento di profonda difficoltà: “Quella del volontariato è davvero un'Italia speciale, l'Italia migliore”, ha aggiunto Napolitano.
E si è sentito chiamato in causa il premier, Mario Monti, presente agli Stati generali della Protezione civile e del volontariato, che ha messo in evidenza il suo ruolo da volontario: “Io sono qui volontario per mettere in sicurezza il Paese - ha detto Monti alludendo alla crisi economica - c'è una consonanza tra la vostra attività e la mia funzione di volontario per la messa in sicurezza, assieme a tutto il sistema politico-parlamentare, del Paese”.
Battuta alla quale ha subito replicato Napolitano: “Se il premier è un volontario della politica, il capo dello Stato è di fatto un riservista, io sono richiamato qui come riserva”.
Il presidente della Repubblica ha, poi, sollecitato tutti all’unione : “L'Italia è una come nazione, come società e come Stato, ma il nostro Paese presenta di sé diverse immagini ed esprime diverse logiche di comportamento. In un intreccio complesso di positivo e negativo, si legano logiche particolaristiche asociali se non di aperto dispregio dell'interesse generale del Paese e del bene comune, di speculazione e cieco calcolo individuale che calpestano il nostro territorio e il patrimonio culturale".

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di Rossella Marino
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