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Polemica su un comunicato del Quirinale

Napolitano contro i matrimoni gay?


Napolitano contro i matrimoni gay?
19/04/2012, 18:04

ROMA - Un comunicato del Quirinale sui matrimoni gay finisce nell’occhio del ciclone. O forse potrebbero esser stati Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi a strumentalizzare le parole di Napolitano a proposito della Cassazione e dei matrimoni gay.
“In più punti dell’articolata motivazione, la sentenza” della Corte di Cassazione “ha ribadito, per un verso, che il divieto di contrarre matrimonio tra persone dello stesso sesso non comporta violazioni dei diritti fondamentali della persona; per un altro che, in base alla convenzione europea, gli Stati ‘non hanno alcun obbligo di prevedere nel proprio ordinamento anche il matrimonio per coppie dello stesso sesso’; per un altro ancora che, in assenza di specifiche previsioni, tale matrimonio e’ in Italia inidoneo a produrre qualsiasi effetto giuridico. Non pare perciò che con il loro provvedimento i giudici della Cassazione abbiano voluto sostituirsi al legislatore o interferire sulle scelte che solo ad esso spettano”. E’ quanto si legge nella lettera inviata dal segretario generale della presidenza della Repubblica, Donato Marra, ai parlamentari Carlo Giovanardi e Maurizio Gasparri, su incarico del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e in risposta alla loro missiva in cui lamentavano che “nella sentenza 4184, la corte di Cassazione non si e’ limitata ad affermare la non trascrivibilità  di un matrimonio contratto all’estero da due cittadini dello stesso sesso, ma ha espresso anche ‘opinioni personali su come il parlamento dovrebbe operare in futuro’ sulla materia”.
Nella lettera si aggiunge: “Resta fermo il diritto di chiunque a criticare le affermazioni contenute nella sentenza e, tra queste, anche quelle relative al diritto della coppia omosessuale alla ‘vita familiare’, a ‘vivere liberamente una condizione di coppia’, a ottenere conseguentemente tutela giurisdizionale di specifiche situazioni attinenti ai relativi diritti fondamentali. Affermazioni che, secondo alcuni, erano estranee all’oggetto del giudizio e secondo altri, invece, necessarie a spiegare le ragioni per le quali la questione sottoposta all’esame della Cassazione non veniva rimessa alla Corte costituzionale”.
Non si fa certamente attendere la replica del capogruppo dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri e il senatore Carlo Giovanardi, responsabile del Pdl per le politiche familiari: “rileviamo con soddisfazione che il presidente Napolitano rileva la fondatezza della sentenza della Corte di Cassazione, nella parte che applicando il nostro diritto positivo sancisce che il matrimonio fra persone dello stesso sesso, contratto all’estero, ‘in Italia e’ inidoneo a produrre qualsiasi effetto giuridico’. Per quanto riguarda invece la parte della sentenza da più parti interpretata come una apertura della Cassazione al matrimonio gay, aggiungono i due esponenti del Pdl, il Capo dello Stato ha correttamente valutato le ulteriori affermazioni del magistrato come criticabili da chiunque, riportandole se mai alla necessità di spiegare le ragioni per le quali la questione non veniva rimessa alla Corte Costituzionale. Riteniamo particolarmente significativa la mancanza di accenno all’affermazione dell’estensore della sentenza secondo il quale sarebbe ‘radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso è presupposto indispensabile della stessa esistenza del matrimonio’, mentre il riferimento alla ‘tutela giurisdizionale di specifiche situazioni attinenti ai diritti fondamentali, per chi vive liberamente una condizione di coppia’ ci trova perfettamente d’accordo, avendo più volte sottolineato la nostra disponibilità a modificare le norme del codice civile laddove questi diritti risultassero discriminati”.
“Se Gasparri e Giovanardi studiassero un po’ di più la giurisprudenza italiana e della Corte europea dei diritti dell’uomo la finirebbero di scomodare il Presidente della Repubblica e di prendersela con la Cassazione, che ha semplicemente ribadito quanto affermato dalla giurisprudenza nazionale e sovranazionale: le stabili coppie omosessuali, con un progetto di vita in comune costituiscono famiglie. Come tali hanno un diritto fondamentale a vedersi riconosciuti diritti e doveri attraverso una legislazione organica, quale ad esempio e’ il matrimonio o istituti equivalenti”. Lo afferma in una nota il responsabile diritti civili e associazionismo dell’Italia dei Valori, Franco Grillini, che aggiunge: “La diversità di sesso non è condizione indispensabile per sposarsi come recita la Carta di Nizza, che in Italia è legge, e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, come interpretata dalla recente giurisprudenza. Per di più o non sanno leggere o mistificano la lettera che il Presidente della Repubblica gli ha cortesemente inviato”.
In nessun punto, infatti, prosegue, “Napolitano gli ha dato ragione o ha inteso criticare la sentenza della Corte costituzionale. In un momento di basso consenso e scomparsa dai mezzi di comunicazione, farebbero di tutto per finire sui giornali. Anche far dire a Napolitano quello che Napolitano non dice. Si tratta di una scortesia istituzionale a spese e sulla pelle delle persone lesbiche e gay”. Conclude Grillini: “Se si può muovere una critica alla Cassazione e’ esattamente di senso contrario, in quanto non ha dato atto che essendo il matrimonio un diritto fondamentale non può essere precluso alle coppie dello stesso sesso in ragione di una loro condizione ascritta. E in ogni caso sia la Cassazione sia la Corte Costituzionale (sentenza 138/3010) hanno ribadito che il Parlamento deve legiferare in materia”.

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di Erika Noschese
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