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Discorso molto politico, sostegno pieno per Berlusconi

Napolitano dà il suo appoggio al governo


Napolitano dà il suo appoggio al governo
01/01/2010, 08:01

ROMA - Discorso di fine anno molto sorprendente da molti punti di vista, quello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Innanzitutto quello che è il linguaggio del corpo, che in un politico è sempre da valutare, perchè dà la misura di quanto è sincero. Ed in verità non si era mai visto un Napolitano, nei suoi discorsi, così agitato, con le mani che si muovevano da una parte all'altra senza trovare pace, il corpo che ora si appoggiava allo schienale ed ora si spingeva verso la telecamera.
Andando alle parole, c'è stata una prima parte che può essere descritta - decrittando le parole, considerando che il Presidente della Repubblica deve formalmente tenersi fuori dalle beghe politiche - come di pieno plauso alle iniziative del governo: bene la riforma fiscale (così Napolitano l'ha definita) del federalismo fiscale; bene la legge che cancella la legge finanziaria, per sostituirla con singole leggi ognuna delle quali con la propria copertura. Un applauso preventivo anche alle riforme della giustizia e alle modifiche costituzionali che il governo vuole portare avanti.
Dal punto di vista economico, se si esclude un velocissimo passaggio di critica sui problemi del Sud, ancora parole di soddisfazione per quanto fatto dal governo nel 2009 (cioè? ndr) ed invitando le opposizioni a collaborare.
Naturalmente non poteva mancare l'accenno alla - ormai evidentemente falsa e montata a tavolino - aggressione al Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi, ad opera di Massimo Tartaglia.
L'unica critica del Presidente della Repubblica è avvenuta sul punto dell'accoglienza agli immigrati, invitando ad una maggiore solidarietà e ad una migliore accoglienza per gli extracomunitari che vengono in Italia per lavorare.
Infine, come nel vaso di Pandora, in fondo al discorso resta la speranza: speranza per l'Italia dovuta al gran cuore dei suoi cittadini; speranza che può arrivare anche dall'estero.

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di Antonio Rispoli
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