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Il primo Capo dello Stato italiano ad essere rieletto

Napolitano dodicesimo Presidente della Repubblica

Crimi: “Il comportamento del M5S in Aula ineccepibile”

Napolitano dodicesimo Presidente della Repubblica
22/04/2013, 17:26

ROMA - Dopo giorni in alto mare, in una situazione ancora confusa, tra terremoti politici, dimissioni e polemiche c’è una certezza: Giorgio Napolitano è il dodicesimo Presidente della Repubblica e primo Capo dello Stato nella storia del nostro Paese ad essere rieletto.
Arrivato a Montecitorio per il giuramento davanti al Parlamento in seduta comune, Napolitano è stato accolto dai Presidenti del Senato Pietro Grasso e della Camera Laura Boldrini e da un picchetto d'onore.
Il capo dello stato è giunto sul posto scortato da quattro carabinieri in moto, sulla Lancia Thesis della Presidenza della Repubblica.
Il rituale per riceverlo è stato adempiuto dai  commessi di Camera e Senato, schierati in alta uniforme.
Questa mattina Napolitano aveva poi sottoscritto l'atto di dimissioni dalla carica di Presidente della Repubblica da lui assunta il 15 maggio del 2006, in vista poi del giuramento dinanzi alle Camere riunite quale Presidente rieletto.
A fugare il pericolo di eventuali disordini, il capogruppo M5S al Senato, Vito Crimi ha dichiarato che:
“Il comportamento del M5S in Aula sarà istituzionale ed ineccepibile per la cerimonia del giuramento del Capo dello Stato”.
Napolitano commosso ha dichiarato:
“Nel voto per la mia rielezione si é riflesso qualcosa che mi tocca ancora più profondamente: e cioé la fiducia e l'affetto che ho visto in questi anni crescere verso di me e verso l'istituzione che rappresentavo tra grandi masse di cittadini, di italiani - uomini e donne di ogni età e di ogni regione - a cominciare da quanti ho incontrato nelle strade, nelle piazze, nei più diversi ambiti sociali e culturali, per rivivere insieme il farsi della nostra unità nazionale”.
Il Presidente ha poi aggiunto:
“Occorre grande attenzione di fronte a esigenze di tutela della libertà e della sicurezza da nuove articolazioni criminali e da nuove pulsioni eversive, e anche di fronte a fenomeni di tensione e disordine nei rapporti tra diversi poteri dello Stato e diverse istituzioni costituzionalmente rilevanti. Le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto. Questo ci dice la crisi che stiamo attraversando”
Napolitano poi ammonisce:
“Imperdonabile resta la mancata riforma della legge elettorale. La mancata revisione di quella legge ha prodotto una gara accanita per la conquista, sul filo del rasoio, di quell'abnorme premio, il cui vincitore ha finito per non riuscire a governare. Non meno imperdonabile resta il nulla di fatto in materia di sia pur limitate e mirate riforme della seconda parte della Costituzione, faticosamente concordate e poi affossate, e peraltro mai giunte a infrangere il tabù del bicameralismo paritario da vincolare all'imperativo costituzionale del 'metodo democratico'".
Napolitano poi ha dichiarato:
“Apprezzo l'impegno con cui  il M5S ha mostrato di volersi impegnare alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l'influenza che gli spetta: quella è la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento. La rete  offre inedite possibilità politiche, ma non c'é partecipazione realmente democratica  senza il tramite di  partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del 'metodo democratico”
Poi il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha affermato:
“Le forze rappresentate in Parlamento, senza alcuna eccezione, debbono comunque dare ora il loro apporto alle decisioni da prendere per il rinnovamento del Paese. Senza temere di convergere sulle soluzioni. Occorre un'apertura nuova, un nuovo slancio nella società”.

 

 

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di Titti Alvino
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