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Torino: applausi per il Capo dello Stato, fischi per Cota

Napolitano: “Ieri il sentimento nazionale che volevamo”

E sulla Libia: “Non si resti indifferenti"

Napolitano: “Ieri il sentimento nazionale che volevamo”
18/03/2011, 15:03

TORINO – “Ieri, nelle piazze, il sentimento nazionale che volevamo”: il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sceglie il palco del Teatro Regio di Torino per omaggiare e ringraziare i tanti italiani che ieri si sono riversati nelle piazze per festeggiare l’Unità d’Italia. E non solo. Dal Capo dello Stato è partito anche un vero e proprio elogio nei confronti delle due città, Roma e Torino, che maggiormente si sono impegnate nell’organizzazione di manifestazioni che accompagneranno nei prossimi mesi il Paese in queste celebrazioni, rinnovando l’invito alla coesione nazionale, richiamata ieri nel suo discorso a Camere congiunte. “Ieri tutti, in qualsiasi parte del Paese abbiamo avvertito che è accaduto qualcosa di importante, abbiamo percepito uno straordinario scatto di sentimento e consapevolezza nazionale che è quello che volevamo suscitare quando abbiamo promosso le celebrazioni per i 150 anni”, ha infatti affermato Napolitano. Oggi il presidente Napolitano ha continuato il suo tour in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia presenziando le cerimonie al Teatro Regio di Torino. Un intervento che ha toccato diversi punti, quello di Napolitano. Dalla coesione nazionale alla crisi libica. Parole di un discorso segnato da una vera e propria ovazione per chi rappresenta l’Unità Nazionale. A fare da contrappeso a tanto entusiasmo, i fischi e le contestazioni al presidente leghista della Regione Piemonte, Roberto Cota, che si è difeso così: le celebrazioni non siano spunto per le polemiche. Giornata tutta per il Presidente della Repubblica dunque, nel capoluogo piemontese, come ieri lo era stata quella di Roma. Ma è soprattutto sulla crisi libica che Napolitano punta il suo discorso. “Sulla Libia serve una decisione, e non saràuna decisione facile”: il Capo dello Stato, tracciando un bilancio più che positivo dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, chiede, parafrasando un noto discorso di Vittorio Emanuele II, che “non si resti idifferenti” di fronte alle attese di libertà e democrazia che giungono dal popolo dell’ex colonia italiana. “Il Risorgimento è stato un movimento liberale, ora non possiamo rimanere indifferenti verso la sistematica repressione della libertà", ha spiegato il Capo dello Stato.

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di Antonio Formisano
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