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Il Presidente : “Una situazione insostenibile”

Napolitano in visita ufficiale al carcere di San Vittore


Napolitano in visita ufficiale al carcere di San Vittore
06/02/2013, 16:59

MILANO – Visita ufficiale del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al carcere  di San Vittore “Una situazione insostenibile che mette in gioco l'onore dell'Italia”, ha dichiarato il capo dello Stato.
E’ la prima volta che un Presidente della Repubblica giunge nel penitenziario milanese.
Una visita fortemente voluta da Napolitano e che pone l’accento sulla grave situazione in cui versano le carceri italiane, molti i problemi che condizionano le misere condizioni di  vivibilità nelle celle uno fra tutti: il sovraffollamento.
I dati ufficiali riportano cifre insostenibili, San Vittore “ospita” 1.600 persone, per un carcere che potrebbe accogliere solamente la metà dei detenuti, inoltre  il 60 per cento dei reclusi proviene dai paesi extracomunitari.
Non sono mancate le proteste di alcuni rappresentanti del Partito Radicale che, al grido di “Amnistia per la Repubblica”, hanno manifestato il loro dissenso .
“Il Presidente mi ha detto che se gli arrivasse un provvedimento di amnistia lo firmerebbe non una ma dieci volte, ma ha ribadito l'assenza delle condizioni politiche”, ha  spiegato l’esponente radicale Marco Cappato.
Salutando le persone recluse nel carcere e ricordando i suoi appelli caduti nel silenzio, Napolitano ha poi chiarito : "Ho più volte e anche molto di recente colto ogni occasione per denunciare l'insostenibilità delle condizioni delle carceri e di coloro che vi sono rinchiusi", ed ha continuato, "Ho pensato tuttavia di dovere, accogliendo l'invito rivoltomi a visitare San Vittore, levare nuovamente la mia voce dopo che sul tema è intervenuta ancora la Corte europea per i diritti dell'uomo con una condanna mortificante per l'Italia".
Il Presidente ha poi avvertito la necessità di voler  condividere le sofferenze di uomini e donne presenti, in particolar modo ha espresso maggiore solidarietà verso “ le donne che sono mamme".
Ed ancora: "La mancata attuazione delle regole penitenziarie europee conferma la perdurante incapacità del nostro Stato a realizzare un sistema rispettoso del dettato dell'artico 27 della Costituzione sulla funzione rieducativa della pena e sul senso di umanità", ha concluso Napolitano.
Poi, prima di congedarsi, ha affermato: "Confido che la mia testimonianza e le mie parole di oggi possano essere raccolte da chi mi succederà nelle funzioni di Capo dello Stato e da tutte le istituzioni rappresentative".
A conclusione del suo mandato, Napolitano ha volto dare un segnale forte da parte delle Istituzioni, il presidente di Antigone, l'associazione che si batte per i diritti nelle carceri, Patrizio Gonnella, ringrazia fortemente Napolitano che ha dato luce a una realtà opaca come quella del carcere.

 

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di Rosa Alvino
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