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Il Capo dello Stato alla cerimonia di auguri natalizi

Napolitano: "Indichero' io il prossimo premier"

"Brusca accelerazione fine legislatura"

Napolitano: 'Indichero' io il prossimo premier'
17/12/2012, 18:52

ROMA - Più che cerimonia di auguri, cerimonia di stoccate. Il Capo dello Stato non salva nessuno durante gli auguri natalizi con i rappresentanti istituzionali. O meglio, salva solo Monti. Ma andiamo con ordine.

Nel corso del suo intervento, il presidente della Repubblica ha definito "imperdonabilmente grave" aver fatto "fallire la prova della riforma della legge elettorale del 2005, su cui pure la Corte Costituzionale aveva sollevato seri dubbi di legittimita'". "Forte, motivato, tenace - ha ricordato il Capo dello Stato - e' stato il richiamo da parte di tante voci della societa' civile e del mondo del diritto e da parte del Presidente della Repubblica. Ma piu' forte e' stato il sopravvivere delle peggiori logiche conflittuali tra le forze politiche. Diffidenza reciproca, ambiguita' di posizioni continuamente mutevoli, tatticismo esasperato. Nessuno potra' fare a meno di darne conto ai cittadini-elettori e la politica nel suo insieme rischia di pagare un prezzo pesante per questa sordità".

Ed ecco che Napolitano apre la pagina della politica interna precisando che sarà lui stesso a dare l'incarico al prossimo capo del governo. ''Se e' solo con lieve anticipazione rispetto alla scadenza naturale che stanno per essere sciolte le Camere, brusca e' stata di certo l'accelerazione impressa dall'annuncio, l'8 dicembre scorso, delle dimissioni del presidente del Consiglio dei ministri''. 

"Il processo riformatore italiano - ha proseguito - e' caratterizzato dal 'peso di resistenze ed ostacoli profondamente radicati, da antichi ritardi, lenti e stentati processi di maturazione. E' una cosa questa che dico con amarezza e preoccupazione perche' vengono da cio' alimentati il corso limaccioso dell'antipolitica e il qualunquismo istituzionale''.

Il presidente ci va giù pesante e non ha dubbi nell'affermare che, per le ''piu' che mature riforme della seconda parte della Costituzione, quella ora giunta al termine e' stata purtroppo un'altra legislatura perduta: anche modeste modifiche mirate, frutto di un'intesa minima, sono naufragate'. Su di me ricadrà il compito di conferire l'incarico per la formazione del governo della nuova legislatura - ha concluso l'inquilino del Colle - mio malgrado su di me ricadra' un compito nettamente diverso da quello che mi tocco' assolvere nel novembre del 2011".

Infine Napolitano apre il capitolo europeo. "In vista della prossima campagna elettorale non mi pare eccessivo dire che se su molti tempi importanti resta intatta la liberta' di distinzione e competizione tra diversi programmi politici e di governo, per la posizione dell'Italia in Europa il cammino e' segnato, lo stesso sentiero di una dialettica di posizioni tra Stati e governi dell'Unione e' ben definito. Un'Europa che avanza verso una piena integrazione economica e politica e' l'Europa - ha proseguito il Capo dello Stato - in cui come italiani non possiamo, nel solco della nostra storia, non riconoscerci per avervi svolto e per svolgervi un ruolo assertivo e conseguente. Questa e' la consapevolezza che prevarra' nell'Italia del dopo elezioni: mi sento di dirlo serenamente ai nostri partner europei". 

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di Veronica Riefolo
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