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NAPOLITANO: L'UE NON DIVENTI UN CAPRO ESPIATORIO DEI GOVERNI


NAPOLITANO: L'UE NON DIVENTI UN CAPRO ESPIATORIO DEI GOVERNI
21/06/2008, 13:06

Dopo che due giorni fa il premier Silvio Berlusconi ha criticato la Commissione europea, oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parlando in Francia, ha detto che per troppi governi la Ue e l'esecutivo di Bruxelles sono un "capro espiatorio" per coprire le proprie insufficienze.
"Troppi governi nazionali hanno negli anni scorsi ritenuto di poter gestire in solitudine gli affari europei, poco preoccupandosi di coinvolgere sistematicamente le rispettive opinioni pubbliche e perfino i rispettivi Parlamenti, nelle discussioni e nelle scelte cui erano chiamate le istituzioni dell'Unione", ha detto il capo dello Stato da Lione, dove partecipa agli "Stati generali dell'Europa".
"Toppi governi hanno anzi dissimulato le posizioni da essi sostenute in sede europea, chiamando in causa l'Europa - e in particolare la Commissione europea, la 'burocrazia di Bruxelles' - come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze".
"E' mancato un discorso di verità nel rapporto con i cittadini, è mancato il segno della convinzione e della volontà politica nell'indicare e motivare l'esigenza di una più forte unità europea, nel prospettare le nuove politiche comuni di cui c'è bisogno in Europa", è la critica di Napolitano.
Il discorso di Napolitano - pubblicato sul sito web del Quirinale - sottolinea con forza la necessità di andare avanti con l'integrazione europea, anche dopo la bocciatura del Trattato di Lisbona da parte degli elettori irlandesi nel referendum che si è tenuto nei giorni scorsi.
Quello del presidente è stato un appello a fare dell'Europa una "unità politica unitaria", anche perché nessun Stato membro, anche quelli più importanti, è in grado di agire in modo autonomo.
"L'Europa potrà ancora contare sulla scena mondiale, potrà ancora dare il suo apporto peculiare e insostituibile all'evoluzione dell'ordine globale, solo se riuscirà ad affermarsi come entità politica unitaria", ha detto nel suo discorso il presidente.
"Con la globalizzazione, mutamenti radicali hanno già avuto luogo e sono in pieno svolgimento. Nessuno dei nostri Stati-nazione, nemmeno quelli che hanno maggiormente fatto per secoli la storia, può ormai né risolvere da solo i suoi problemi, divenuti inscindibili da contesti più ampi, né dare da solo un valido contributo al superamento delle sfide globali del nostro tempo
".

 

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di Redazione
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