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"Bisogna accellerare la riforma della giustizia"

Napolitano: "No a scontro tra politica e magistratura"

Il monito del Capo dello Stato ai magistrati tirocinanti

Napolitano: 'No a scontro tra politica e magistratura'
21/07/2011, 17:07

Dure le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, pronunciate oggi al Quirinale, durante l’incontro con i magistrati ordinari in tirocinio nominati con il decreto ministeriale dell'agosto del 2010. Per il Presidente Napolitanto bisogna “evitare condotte che creino indebita confusione di ruoli e fomentino l'ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e magistratura”, quindi dice no ai giudici che tentano di dettare l’agenda politica a Camera e Senato. Il Capo dello Stato ha lanciato un monito preciso: “In una fase di seria difficoltà sia per il consolidamento degli equilibri della finanza pubblica sia per il conseguimento, parimenti indispensabile, di un più elevato ritmo di crescita economica in tutto il paese, occorre riconoscere e affrontare senza fatali ulteriori incertezze, lentezze e false partenze, le strozzature che dal lato del sistema giustizia maggiormente pesano sullo sviluppo complessivo del paese. I tempi e le pesantezze del funzionamento della giustizia sono parte della generale difficoltà del risanamento dei conti pubblici, dell'abbattimento dell'ormai insostenibile stock di debito pubblico, e fanno ostacolo a un'intensificazione dell'attività d'impresa e degli investimenti, in particolar modo di quelli esteri".
Napolitano esorta i magistrati ad essere sempre imparziali: “Fin dal 2007, ha continuato il Capo dello Stato - ho invitato i magistrati a ispirare le proprie condotte a criteri di misura e riservatezza, a non cedere a fuorvianti 'esposizioni mediatiche', a non sentirsi investiti di 'improprie ed esorbitanti missioni', a non indulgere in atteggiamenti protagonistici e personalistici che possono mettere in discussione la imparzialità dei singoli, dell'ufficio giudiziario cui appartengono, della magistratura in generale. L'affermazione e il riconoscimento del ruolo dei magistrati non può prescindere dal rispetto dei limiti che, di per se stesso, tale ruolo impone. Il magistrato deve assicurare  l'imparzialità e l'immagine di imparzialità su cui poggia la percezione che i cittadini hanno della sua indipendenza e quindi la loro fiducia. Vanno perciò evitate condotte che comunque creino indebita confusione di ruoli e fomentino l'ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e magistratura. Ciò accade ad esempio, quando il magistrato si propone per incarichi politici nella sede in cui svolge la sua attività oppure quando esercita il diritto di critica pubblica senza tenere in pieno conto che la sua posizione accentua i doveri di correttezza espositiva, compostezza, riserbo e sobrietà.” Non è mancato un suggerimento da parte del Capo dello Stato, sul miglioramento del sistema giudiziario: “L'attuale geografia giudiziaria vede sparsi sul territorio uffici troppo piccoli per essere efficienti. La geografia giudiziaria potrebbe subire una rimodulazione non traumatica mediante la trasformazione degli uffici in sedi distaccate del tribunale provinciale accorpante.”

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di Maria Grazia Romano
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