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Università, la querelle (?) sulle riforme

Napolitano, 'no a tagli'; Gelmini, 'solo meno sprechi'


Napolitano, 'no a tagli'; Gelmini, 'solo meno sprechi'
23/02/2009, 18:02

E’ ancora querelle sui tagli all’Università Italiana, al centro di polemiche per il duplice, innegabile valore: da un lato quello di formare i giovani e quindi di conseguenza l’Italia proiettata verso il futuro, dall’altro quello di essere una sorta di pozzo senza fondo dove, spesso, finiscono milioni di euro in spese senza senso. Ma si tratta di una querelle pretestuosa, giocata più sulle parole utilizzate nei discorsi (ed opportunamente ‘sforbiciati’) che sui concetti. Il ring di questo ennesimo scontro arriva dal discorso del Presidente della Repubblica in occasione della celebrazione dei 700 anni dell’Ateneo di Perugia. Napolitano ha sottolineato il ruolo centrale dell’Università, auspicando che non vi siano soltanto tagli nelle riforme e che si comprenda come soltanto facendo leva sull’istruzione si possa costruire il futuro. La risposta arriva quasi immediata dal ministro Gelmini (e dal ministro Brunetta), che hanno ribadito che i tagli previsti per l’Università non sono stati decisi arbitrariamente e a discapito dell’istruzione, ma che hanno lo scopo di evitare gli sperperi che sono sotto gli occhi di tutti.


IL DISCORSO DI NAPOLITANO

“Mi auguro che maturino le condizioni anche per un ripensamento delle decisioni di bilancio ispirate ad una logica dei tagli”. Il Capo dello Stato, questa mattina, ha ascoltato con grande attenzione la relazione del rettore dell’Università di Perugia, il quale ha sottolineato i livelli di eccellenza ancora presenti negli atenei italiani nonostante il costo terribile (anche in termini economici, quantificati in un miliardo e mezzo di euro annui) della fuga dei cervelli all’estero. Napolitano, ricordando l’importanza dell’Università, ha ribadito che bisogna “guardare con coraggio a quel che oggi è in Italia il mondo della ricerca, e quello che all’estero, nel mondo, ci si aspetta da noi”. Infatti, ha aggiunto Napolitano, “la ricerca e la formazione sono la leva fondamentale per la crescita dell’economia. Questa è una verità difficilmente contestabile, e apparentemente non contestata nel nostro Paese”.

Anche in una situazione critica come quella attuale, ha proseguito Napolitano, “tutte le forze responsabili del Paese devono salvaguardare il nostro capitale umano, evitando la dispersione di talenti e dei risultati” del nostro sistema scolastico e universitario. La leva di tutto deve essere, secondo il Presidente, una politica accurata che sappia tenere un giusto equilibrio tra il rigore della spesa e la necessità dell’investimento lungimirante. Per questo motivo, non ci dovrebbero essere soltanto tagli ma anche scelte oculate.


LA 'REPLICA' DELLA GELMINI

Esaminare i bilanci delle Università, premiare le migliori e tagliare gli sprechi: è questo quello che si propone il Governo. Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha dichiarato che “le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo”, e che la crisi economica internazionale “deve trasformarsi in una grande opportunità per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema principale non è quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche”.

In una nota il ministro ha aggiunto che “ci sono ampi margini per migliore le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose. Il Governo con il decreto legge sull’università ha deciso di destinare più fondi alle università migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e di sedi distaccate”.


IL ‘CORO’ BRUNETTA

Il ministro della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ha ribadito che non ci sono stati tagli indiscriminati. Renato Brunetta ha commentato le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, riferendosi all’università, sottolineando di non voler innescare alcuna polemica. “Abbiamo tagliato 36 miliardi di euro per il triennio 2009-2011 di spesa corrente, - ha affermato a margine della firma di un protocollo di intesa con l’università Roma 3, - con la manovra di luglio abbiamo salvato l’Italia. Il Governo ha un’enorme attenzione, lo dico io che sono un professore universitario e lo dimostrano i protocolli di intesa” già firmati per la digitalizzazione degli atenei romani.

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di Nico Falco
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