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NAPOLITANO RISPONDE ALLE E-MAIL: NON POSSO BLOCCARE IL DECRETO GELMINI


NAPOLITANO RISPONDE ALLE E-MAIL: NON POSSO BLOCCARE IL DECRETO GELMINI
14/10/2008, 08:10

Una valanga di e-mail sta invadendo la casella di posta elettronica del Quirinale. Cambia il testo, ma non il concetto della e-mail: "Caro Presidente Napolitano, blocca il decreto Gelmini". E a mandarle sono insegnanti e genitori, preoccupati delle conseguenze che il taglio di 87 mila docenti e di migliaia di scuole in tutta Italia potrà avere sull'istruzione dei propri figli e quindi sul loro futuro. Il tutto nasce da iniziative spontanee, blog, tam tam tra le persone, in Internet e fuori. Anche se alcuni messaggi lanciati sono fuorvianti come uno che dice "manda una e-mail al Quirinale per chiedere al Presidente di non firmare la Gelmini. Se arrivano 20 mila e-mail si può fermare tutto". Questo è falso, perchè il Presidente al massimo può rimandare indietro la legge una volta. Se gliela ripresentano, modificata o no, lui la deve firmare. E' il caso della legge Gasparri o della riforma Castelli. In entrambi i casi l'allora Presidente Ciampi, in quelli che furono gli unici suoi atti di ossequio alla Costituzione, rimandò indietro le leggi, che gli vennero ripresentate poco dopo praticamente identiche nei contenuti, perchè il Governo Berlusconi e la maggioranza di allora se ne infischiarono dei rilievi presentati e riapprovarono la legge come era prima.

Infatti la risposta di Napolitano è stata prevedibile. Ha detto che lui non può fare nulla sia perchè non è un potere che ha il capo dello Stato, quello di approvare o meno una legge, ma è del Parlamento; ma anche perchè è una legge che è ancora in via di approvazione al Senato, dopo il voto di fiducia alla Camera.

In realtà il Presidente ha l'arma del messaggio istituzionale, cioè un messaggio mandato ai Presidenti di Camera e Senato per spiegare le proprie contrarietà - se ne ha - ad un provvedimento legislativo e tentare diusare la moral suasion per cambiare le cose. Non servirebbe a nulla probabilmente, perchè questa maggioranza ha già dimostrato la sua protervia ed arroganza sia contro l'opposizione che contro le altre istituzioni, ma perchè non provarci?

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di Antonio Rispoli
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