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NAPOLITANO: "SENZA AUTOCRITICA IL MEZZOGIORNO E' FUORI GIOCO"


NAPOLITANO: 'SENZA AUTOCRITICA IL MEZZOGIORNO E' FUORI GIOCO'
02/12/2008, 15:12

 

Giorgio Napolitano, alla Camera di Commercio di Napoli che inaugura il suo archivio storico, rilancia l'appello di ieri per una maggiore attenzione per il Mezzogiorno e per un maggior sforzo delle istituzioni locali del Sud per affrontare i problemi del territorio e dello sviluppo facendo leva sul patrimonio di risorse imprenditoriali e culturali. "Ieri ho preso contatto - ha detto - con gli aspetti più luminosi e i punti di forza di Napoli e della Campania, ho visto eccellenze imprenditoriali. Oggi, a Palazzo Filomarino, ho visitato l'Istituto italiano di studi storici Benedetto Croce, una eccellenza culturale napoletana. Ho potuto svolgere alcune considerazioni di carattere generale sulla situazione del Mezzogiorno e sulla necessità di una maggiore attenzione di tutte le forze rappresentative del nostro Paese, e anche sulla necessità che le istituzioni regionali e locali di tutto il Mezzogiorno facciano fronte ai loro compiti con un rinnovato sforzo". Napolitano si è congratulato con i dirigenti della Camera di Commercio per l'organizzazione dell'archivio storico. "Qui si tocca ancora una volta - ha detto - quanto vi sia di robusto e di vivo nel tessuto economico e sociale di Napoli e della Regione Campania". Il Capo dello Stato ha concluso ricordando di essere legato alla sede della Camera di Commercio anche da una sua esperienza di lavoro giovanile. "Dal 1946 al 1948 - ha ricordato - ho avuto qui un tavolo di ufficio in qualità di segretario del Centro Economico Italiano per il Mezzogiorno, una responsabilità che condivisi con l'avvocato Giuseppe Russo. Il Centro si rivelò una iniziativa altamente produttiva, ma ebbe breve vita". Il presidente della Repubblica ha quindi incontrato una delegazione di sindacalisti ed operai della Fiat Auto di Pomigliano d'Arco. L'incontro è avvenuto nella sede della Fondazione Mezzogiorno Europa. Nella fabbrica è scattata la cassa integrazione per un gruppo di operai. Se il Mezzogiorno non fa una "autocritica e un'autoriflessione" sulla amministrazione della cosa pubblica, non può fare sentire la sua voce rispetto a scelte politiche che lo penalizzano, neanche "sulle interpretazioni più perverse del federalismo fiscale" - ha detto il presidente della Repubblica. "Non voglio aggiungere nulla - ha aggiunto - a ciò che ho detto pubblicamente. Sono persuaso che se oggi non si dà il senso di una forte capacità di autocritica e di autoriflessione nel Mezzogiorno, poi la partita per fare passare politiche corrispondenti alle esigenze del Mezzogiorno stesso, diventa enormemente difficile. Si possono denunciare rischi, paventare esiti infausti, ma se ci si sottrae a un esercizio di responsabilità per quello che riguarda l'amministrazione della cosa pubblica nel Mezzogiorno, non si hanno titoli per resistere anche a interpretazioni le più perverse del federalismo fiscale". La riflessione del presidente della Repubblica ha preso le mosse da una considerazione sul ruolo delle fondazioni culturali. Rispetto a un'epoca precedente in cui erano impartiti a sviluppare le riflessioni sulla cultura, ha detto Napolitano "adesso i contributi non a caso devono venire dall'esterno e devono contribuire al rinnovamento dei partiti non solo in quanto formazioni politiche ma anche per le loro responsabilità di governo e amministrative".

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di Redazione
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