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Letta conferma gli impegni con gli enti locali

Napolitano, stop pastoie. Dai comuni il rinnovamento

Fassino:"Rivendichiamo autonomia quale fonte di efficienza"

Napolitano, stop pastoie. Dai comuni il rinnovamento
23/10/2013, 20:10

FIRENZE - A Firenze, all'Assemblea dell'Anci, ha partecipato il presidente Napolitano ed il premier Enrico Letta. Prendendo la parola, il capo dello Stato alle sollecitazioni giunte dalla relazione del presidente dell'Anci Piero Fassino ha risposto: "I comuni sono forti assertori di quel rinnovamento istituzionale che fatica a prendere corpo". 

"Il 30 marzo scorso - ha continuato il capo dello Stato - proposi un gruppo di lavoro per un giro ricognitivo in vista della formazione di un nuovo governo. L'apporto di quel gruppo è poi confluito nella più impegnativa ricerca affidata dalla commissione per le riforme istituzionali. Tra non molto la parola passerà al Parlamento, facendo così entrare in una fase decisiva il percorso. Una tematica che si intreccia con le autonomie locali, ma anche con lo sviluppo e il rilancio dell'Italia. Dobbiamo liberarci di contraddizioni antiche e recenti, pastoie che impediscono il liberarsi di energie che il Paese possiede"."Sul piano istituzionale, i comuni, anche i più piccoli, costituiscono il fronte più esposto alle sfide della quotidianità, come le emergenze ambientali su cui nel tempo si è mancato di intervenire" ha riconosciuto Napolitano che ha ricordato in particolare Giusy Nicolini, sindaco di Lampedusa. "Mi sento vicino a voi sindaci, alla vostra fatica e al vostro affanno, all'azione immediata che da voi non può mancare e allo sforzo di progettazione". 

Interviene anche Letta: "Sono passati sei mesi da quando ci siamo insediati voglio qui confermare gli impegni presi con gli enti locali e ricordo che nelle ore concitate di formazione del governo decidemmo un punto fermo: il ministro delle Autonomie doveva essere il presidente dell'Anci". 

Nella sua relazione, il presidente dell'Anci Piero Fassino, con toni anche duri, ha ricordato l'impegno di sindaci in prima linea contro la criminalità: "Il Paese siamo noi perché senza la passione, la dedizione di tanti sindaci il Paese non reggerebbe. Ma vediamo che questa consapevolezza intorno non sempre c'è. Chiediamo che lo stato e l'informazione abbiano per noi lo stesso rispetto che abbiamo per loro"."Abbiamo vissuto sulla nostra pelle una sequenza di provvedimenti legislativi e normativi che non solo hanno costantemente ridotto le risorse a disposizione dei Comuni, ma hanno preteso di incidere sull'ordinamento e sull'organizzazione delle nostre amministrazioni, con prescrizioni spesso umilianti, inutili quando non fonte di costi supplementari"."Rivendichiamo autonomia quale condizione di efficienza. Mi rivolgo a Letta: l'autorità politica non deleghi scelte politiche a tecnocrazia e burocrazia ministeriale".

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di Flavia Stefanelli
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