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Il commento del presidente della Repubblica.

Napolitano su dimissioni Pdl "Un fatto politico inquietante"



Napolitano su dimissioni Pdl 'Un fatto politico inquietante'
26/09/2013, 12:22

ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha preso parte stamattina al terzo colloquio delle fondazioni De Gasperi ed Adenauer, ospitato dal presidente del Senato Piero Grasso. Napolitano ha mandato una lettera nella quale spiega le motivazioni della sua assenza: "Mi ero impegnato ad essere presente al colloquio, se non si fosse verificato ieri un fatto politico improvviso e istituzionalmente inquietante cui devo dedicare oggi la mia attenzione". Il Capo dello Stato ha scritto una lettera a Maria Romana De Gasperi che l'ha letta durante l'incontro. Intanto Bondi ha respinto del critiche di Napolitano alle annunciate dimissioni dei parlamentari del Pdl, dichiarando: "Prima di prendere carta e penna per definire un 'fatto politico istituzionalmente inquietante' la decisione assunta nel corso della riunione dei gruppi parlamentari del Pdl, il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto a mio parere ascoltare personalmente i presidenti dei nostri gruppi parlamentari per avere piena contezza delle nostre decisioni". Inoltre ha aggiunto: "Se lo avesse fatto, prima di rendere pubbliche dichiarazioni, che suonano inevitabilmente come giudizi di carattere politico, avrebbe potuto comprendere e riconoscere l alto valore istituzionale, politico e etico del nostro gesto". Bondi ha evidenziato che "Le dimissioni dei parlamentari del Pdl sono una reazione democratica alla violazione della legge da parte del Pd". "Il Pd non rispetta la legge, viola la legge al fine di estromettere dal Parlamento e dalla vita politica il leader dei moderati e il leader di una delle forze politiche che sostiene l'attuale governo", ha attaccato ancora, "la nostra decisione riguarda percio' il rispetto della legge, il rispetto della democrazia e presuppone il rigetto della posizione del Pd, che ritiene di poter liquidare il leader dei moderati senza rispettare la legge, anzi adottando decisioni irrevocabili sulla decadenza senza attendere il responso della Corte europei dei diritti o preoccuparsi di una corretta interpretazione della legge Severino che solo la Corte puo' fornire".

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di Armando Brianese
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