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Napolitano su scudo fiscale:"Non firmare non serve a nulla"


Napolitano su scudo fiscale:'Non firmare non serve a nulla'
03/10/2009, 13:10

Nella Piazza di Rionero in Vulture, durante la visita del Presidente Giorgio Napolitano, un cittadino ha urlato: "Presidente, non firmi, lo faccia per le persone oneste". La risposta di Napolitano è stata chiara: "Non firmare non significa niente" visto che "Se non firmo oggi il parlamento rivota un'altra volta la stessa legge ed è scritto (nella Costituzione, ndr) che a quel punto io sono obbligato a firmare. Questo voi non lo sapete? Se mi dite non firmare, mi dite una cosa che non significa niente".
Dunque è così che il Presidente della Repubblica risponde, indirettamente, anche alle varie campagne proposte da partiti e giornali d'opposizione che lo invitavano, appunto, a non ratificare il disegno che prevedeva lo scudo fiscale. Un ruolo, quello di Napolitano, difficile da far capire alla maggioranza dei cittadini (e anche di diversi politici).
Un ruolo che non è di indirizzo politico ma di unità nazionale e morale. Il Presidente della Repubblica, infatti, dovrebbe ricoprire una posizione super partes e suggerire a cittadinanza e parlamentari quali sono le scelte e i provvedimenti legislativi più giusti per il bene della collettività; indipendemente dalla propria ideologia. La possibilità di non firmare un provvedimento appare più un potere di facciata che una realtà possibilità di influenza sulle scelte dell'esecutivo. Si contesta allo scudo fiscale l'incostituzionalità (ed in tal caso il Presidente può e deve intervenire) ma non si precisa per quale motivo, tale provvedimento, vada contro la Costituzione; quali sono i punti del trattato che la legge proposta dal governo viola. E' da molti punti di vista immorale ma, di preciso, quale legge della Costituzione non rispetta? E' per questa mancanza di riscontro concreto di violazione dei principi costituzionali che, forse, Napolitano non interviene. Il forse è d'obbligo poichè, chi scrive, sa che potrebbe sbagliarsi e non aver individuato la reale ed inconfutabile incostituzionalità del provvedimento.
Del resto, se proprio bisogna trovare un colpevole per il passaggio di questa legge che molti definisco pro-mafia e pro-evasori, c'è da guardare in primis tra la maggioranza di governo (che l'ha proposta) e poi, solo poi, nell'opposizione comunque blanda. Non è per far gli avvocati di Napolitano ma, chiedere a lui di non firmare una legge in pratica già passata in parlamento con larga approvazione, sembra un atteggiamento quantomeno miope.

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di Germano Milite
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