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Da oggi ufficiliazzato "il giorno del ricordo"

Napolitano sulle Foibe:"Basta con l'oblio"


Napolitano sulle Foibe:'Basta con l'oblio'
10/02/2010, 18:02

ROMA - Nelle ancora non troppo conosciute foibe si moriva in maniera orribile. Gli oppositori italiani e non italiani del regime comunista di Tito venivano infatti costretti a lanciarsi all'interno di queste strette e profonde fratture carsiche per poi spirare, centinaia di metri dopo, tra atroci sofferenze.
Il computo totale delle vittime probabilmente non lo si potrà mai avere ma, così come si reputa giustamente irrinunciabile il giorno della memoria, è opportuno pensare anche al suo fratello speculare ma egualmente mostruoso chiamato "il giorno del ricordo". Da oggi, dunque, la celebrazione delle vittime e dei profughi di quel simbolico 10 febbraio 1947, diviene ufficiale e riconosciuto dalle massime autorità italiane e dal capo dello Stato.
Un autentico massacro, quello partito dalla città di Fiume ed arrivato fino all'alta valle dell'Isonzo, per troppi anni tenuto scelleratamente nascosto; addirittura negato.
Proprio Giorgio Napolitano, intervenuto al Quirinale, ha parlato di "oblio e forme di rimozione diplomatica che hanno pesato nel passato e causato pesanti sofferenze agli esuli e ai loro familiari" e ha assicurato di impegnarsi a lavorare "per la soluzione dei problemi ancora aperti nel rapporto con le nuove istituzioni e autorità slovene e croate".
Sulle pagine del Corriere della sera vengono riportate anche le parole del presidente del Senato Renato Schifani:"Il ricordo di tante persone uccise solo perchè italiane dopo troppi anni di oblio - ha invece detto il presidente del Senato, Renato Schifani -, è un dovere assoluto da parte di tutti".
"La memoria di eventi così dolorosi -
ha poi concluso - deve essere patrimonio perenne e condiviso. Non possiamo dimenticare chi fu assassinato e chi fu costretto ad abbandonare la propria terra per restare fedele alla Patria, alle proprie origini italiane. Questa tragedia comune deve divenire elemento fondante di unità del popolo italiano". Più sintetico e dimesso il commento di Gianfranco Fini:"Sono sempre gli umili, i più deboli e gli indifesi a patire per primi la follia dell'uomo".
Parla chiaramente (e condivisibilmente) di "oscurantismo ideologico" il ministro della Gioventù Giorgia Meloni in riferimento all'atteggiamento "tenuto quest'oggi da alcuni istituti scolastici romani, i cui dirigenti si sono rifiutati di celebrare il Giorno del Ricordo".
Sempre sul Corriere è possibile leggere anche il pensiero di Pier Luigi Bersani:"Il giorno del Ricordo istituito per custodire e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe - ha detto il leader del Pd-, per ricordare l'esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e la difficile storia del confine orientale, è stato un giusto e tardivo riconoscimento delle istituzioni repubblicane per le vittime di un crimine contro l'umanità".
Per troppi anni gli orrori del nazismo e le angherie del fascismo hanno infatti preteso un posto privilegiato sui libri di storia e nella vox populi. Il comunismo è stato, per decenni, l'ideale assolutamente buono e perfetto da opporre ad un abominio troppo grande per lasciar spazio ad altre critiche e ricordi. Ma i fermenti post-bellici, fin dalla caduta del muro di Berlino, sono oramai quasi del tutto sopiti. Le atrocità dei regimi dittatoriali, siano essi nazisti o comunisti, devono oggi essere raccontate con egual forza ed onestà intellettuale; senza compromessi e senza giusticazionismi posticci ed ipocriti.

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di Germano Milite
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