Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Napolitano:"Non taglio solo nastri e non invado campi altrui"

Il capo dello Stato agli Stati Generali della Cultura

Napolitano:'Non taglio solo nastri e non invado campi altrui'
15/11/2012, 14:47

Il presidente della Repubblica interviene agli Stati Generali della Cultura al Teatro Eliseo, tracciando anche il proprio ruolo. Ovvero quello di un presidente che non si limita “a tagliare nastri”, ma che “interviene nel dialogo tra le istituzioni per rilanciare lo sviluppo del Paese, senza invadere campi non suoi. Una folla di studenti, ricercatori, docenti e operatori della cultura applaude Giorgio Napolitano. “Sono convinto che quando i padri costituenti hanno scritto la legge fondamentale di questo Paese”, ha detto Napolitano, “non hanno certo immaginato per il capo dello Stato il ruolo di chi è chiamato a tagliare nastri alle inaugurazioni, come si dice per i re in altre nazioni. Ma una figura chiamata ad assumersi responsabilità, senza tuttavia invadere campi che non sono suoi. Rispetto le scelte del governo, e non posso sostituirmi a chi ha la responsabilità del potere esecutivo, ma posso entrare nel dialogo tra istituzioni”. Non parla invece dell’ipotesi del voto anticipato: ai giornalisti che gli pongono il quesito risponde “Di questo non parlo”. Parla invece volentieri delle questioni importanti del Paese: ”Sappiamo che è stato e resta necessario fare i conti con un livello di indebitamento pubblico raggiunto nel corso di decenni e con un grado di esposizione ai rischi del mercato dei titoli del debito sovrano nella zona euro; che vanno perseguiti obiettivi rigorosi in tempi stretti, concertati in sede europea, di riduzione della spesa pubblica e di contenimento della sua dinamica. Se non facciamo questo, a quale livello schizzeranno gli interessi dei nostri titoli pubblici? Quanto dovremmo pagare anche a tanta gente modesta che ha comprato i buoni del Tesoro?”. Poi una sottile critica alla spending review e al governo: “La logica della spending review dovrebbe essere quella di ottenere risparmi di spesa, in qualsiasi settore, attraverso modifiche strutturali di meccanismi generatori di spreco e distorsioni pesanti e attraverso l'avvio di processi innovativi nella produzione di servizi pubblici e nella costruzione di programmi di intervento pubblico. Non esito ad esprimermi con spirito critico anche nei confronti dei comportamenti dell'attuale governo nel suo complesso, pur conoscendo la sensibilità e l'impegno dei singoli ministri e non perdendo di vista quel che l'Italia deve al governo del presidente Monti per un recupero incontestabile di credibilità di ruolo in Europa e nel mondo”. 

Commenta Stampa
di Maria Grazia Romano
Riproduzione riservata ©