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"Da diverse legislature c'è squilibrio tra le istituzioni"

Napolitano:"Parlamento gravemente influenzato dal governo"


Napolitano:'Parlamento gravemente influenzato dal governo'
21/12/2009, 19:12

ROMA - Se tra maggioranza ed opposizione sembrano schioccar baci sotto il vischio, lo stesso non può dirsi se si pensa al Presidente della Repubblica ed al suo rapporto nuovamente incrinato con l'attuale governo. Giorgio Napolitano, in occasione del discorso all'incontro con le alte magistrature dello Stato, si è difatti duramente scagliato contro la maggioranza e l'utilizzo distroto che quest'ultima farebbe del sistema normativo. Un comportamento, sottolinea il Presidente, deleterio per l'intero sistema legislativo e per gli equilibri costituzionalmente sanciti tra l'organo parlamentare e quello governativo. "Non si tratta di un fenomeno comparso nel 2008-2009"; precisa però più volte Napolitano ma di una male che investe il paese da diverse legislature e che, durante quella berlusconiana, ha esclusivamente trovato la sua massima espressione negativa.
Il Capo dello Stato punta il dito contro l'enorme mole dei decreti legge (ad oggi ben 47) e contro l'utilizzo spesso nevrastenico della fiducia. Napolitano accusa il Governo di aver svuotato di ogni potere il Parlamento e conclude il suo discorso ponendo un non trascurabile dubbio:"Si tratta, lo ripeto, di fenomeni non nati nel 2009, ma emersi e radicatisi in un tempo ben più lungo: e che tendono a consolidarsi e aggravarsi. Tutto ciò finisce per gravare negativamente sul livello qualitativo dell'attività legislativa e sull'equilibrio del sistema delle fonti. Non a caso, gli studiosi si chiedono se abbia finito per instaurarsi - anche attraverso il crescente uso e la dilatazione di ordinanze d'urgenza - un vero e proprio 'sistema parallelo' di produzione normativa"

TROPPO ODIO
Il Presidente della Repubblica ha poi toccato diversi altri tasti dolenti come la disoccupazione giovanile ed il debito pubblico. Tutte problematiche che "richiederebbero il massimo di condivisione e di continuità nel tempo, anche al di là dell'alternarsi delle maggioranze politiche, perché sono in gioco impegni e interessi nazionali di lungo periodo". "Purtroppo - continua Napolitano - ancora non si vede in tal senso un clima propizio nella nostra vita pubblica; una consapevolezza comune a maggioranza e opposizione in Parlamento: che dovrebbe abbracciare egualmente l'aspetto del funzionamento e della riforma delle istituzioni". Il Presidente par quasi invocare un nuovo De Gasperi quando poi ricorda che "non si esce da questa situazione solo con l'invito a comportamenti più corretti da parte del governo o più virtuosi da parte del Parlamento e dell'opposizione. Se ne esce in definitiva con misure di riforma, che soddisfino esigenze di tempestività delle decisioni senza sacrificare ruolo del Parlamento e qualità della legislazione". Riforme, lungimiranza ed investimento sulle energie giovani...intenti vacui come la parole che li accompagnano ma vitali, al contempo, per strappare via dalla stagnazione un paese sempre più vecchio, stanco e cinico. Eppure, da quel che si nota, alla maggioranza (ma anche all'opposizione) la priorità al momento è la riforma del sistema della giustizia...chissà perchè. I "maliziosi" lo sanno bene, la maggioranza degli elettori fa finta di non saperlo o, ancora peggio, non lo sa sul serio.

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di Germano Milite
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