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Mini-rimpasto dopo le dimissioni di Cozzolino e Velardi

Nappi e Marone nuovi assessori della Giunta Bassolino


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Nappi e Marone nuovi assessori della Giunta Bassolino
16/06/2009, 13:06

Il "rimpastino" nella Giunta regionale della Campania, dopo le dimissioni di Andrea Cozzolino, eletto al Parlamento europeo, e Claudio Velardi, per le polemiche scaturite dall'annuncio di disertare le urne per le elezioni provinciali ed europee, è stato portato a termine ieri con le nomine, da parte del governatore Antonio Bassolino, dei due neo-assessori regionali: Riccardo Marone e Gianfranco Nappi, con deleghe rispettivamente al Turismo e all'Agricoltura e Attività Produttive. All'assessore al Demanio e ai Lavori Pubblici, Oberdan Forlenza, Bassolino ha affidato anche la delega ai Beni Culturali. Il governatore della Campania ringrazia Velardi per essere rimasto nella sua squadra "in un momento in cui era più facile scappare", e spiega di aver cercato in questi giorni "di spingere perché rimanesse un altro anno", ma poi, visto che era inutile attendere, ha optato per due profili "politico-istituzionali" già noti - quello di Marone, "figura di tecnico e uomo della società civile", per sette anni vicesindaco di Napoli, quando il primo cittadino era proprio l'attuale presidente della Regione Campania, poi divenuto sindaco nel maggio del 2000 quando Bassolino si candidò alla poltrona di Palazzo Santa Lucia, e quello di Nappi, già capo della segreteria politica del governatore - per "rafforzare il rapporto con il Consiglio regionale" e arrivare con nuovo vigore alla fine legislatura. Bassolino lancia poi una sfida: "Non ritengo che il centrodestra abbia già vinto in Regione", afferma, annunciando di essere deciso a riconquistare in un anno la fiducia dei cittadini, e respinge al mittente la considerazione di aver optato per un uomo che in passato ha assunto posizioni ostili nei suoi stessi confronti, motivando la nomina di Marone con esigenze di una giustizia storica dopo che misteriosamente "non fu ricandidato a sindaco di Napoli".

 

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di Francesca Pellino
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