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Durante il congresso il rispettoso messaggio a Napolitano

Nasce il Pdl, Berlusconi: sarà “baluardo della libertà”


Nasce il Pdl, Berlusconi: sarà “baluardo della libertà”
27/03/2009, 21:03

Un sogno che diventa realtà. Con queste parole il premier Silvio Berlusconi ha accolto la tanto attesa nascita del Pdl, il partito che si pone di essere prima di tutto “un popolo”, con la “religione della libertà” come credo. Il Pdl, ha spiegato Berlusconi durante il suo discorso al congresso, è “il partito degli italiani”, che si richiama agli insegnamenti di riferimenti del popolarismo come don Luigi Sturzo ed Alcide De Gasperi, per arrivare fino a Bettino Craxi.

Il primo discorso (ne sono previsti due, uno in apertura e l’altro in chiusura) ha avuto come tema principale il percorso che ha portato alla costituzione del partito.

Uno dei temi fondamentali del discorso, i differenti punti di vista della sinistra e della destra per quanto concerne cittadini, Stato e libertà. Se per la sinistra “i cittadini devono essere al servizio dello Stato”, afferma Berlusconi, per il Popolo della libertà è il contrario: “è lo Stato che deve essere servitore del cittadino. La libertà viene prima dello Stato e lo Stato deve riconoscerla e difenderla”. Ma sempre restando sull’argomento opposizione, il premier si è anche augurato che presto la sinistra italiana raggiunga la stabilità sufficiente per svolgere il suo ruolo attuale, rimarcando che nessun governo è in grado di svolgere il proprio compito senza la necessaria controparte politica e che quindi si attende che “questa sinistra diventi un partito socialdemocratico”.

Nel ripercorrere la strada che ha portato al varo del Pdl, il Cavaliere ha spesso parlato dei valori del partito e, secondo il presidente del Ppe, Wilfred Martens, perfettamente iscritti nell’orbita del popolarismo europeo. Berlusconi ha poi descritto i vari motivi che lo hanno spinto ad entrare in politica, come la necessità di fermare la “gioiosa macchina da guerra” guidata allora da Achille Occhetto.

Annagrazia Calabria (nella foto) è la giovanissima deputata, appena 27 anni, scelta da Berlusconi per aprire i lavori congressuali del Pdl. “Avevo solo 10 anni nel 1994, - ha detto la ragazza, prendendo la parola sul palco allestito nel padiglione 8 della Nuova Fiera di Roma, - è nasceva la mia passione politica. E’ una delle giornate più belle della mia vita, sono profondamente consapevole del valore storico di questo momento. Siamo il popolo della libertà”.

Successivamente il microfono è passato al sindaco di Roma. “Grazie a Berlusconi, che ha fatto tanto per Roma e ha aiutato la capitale più di chiunque altro, - ha detto Gianni Alemanno, - riuscendo a fare quello che 15 anni di potere della sinistra non sono riusciti a fare. Porteremo Roma al livello delle altre capitali europee, un futuro degno di un glorioso passato”.

Annagrazia Calabria, speaker dell’assise, ha poi letto un messaggio indirizzato al capo dello Stato Giorgio Napolitano, in cui si afferma: “Il congresso del Popolo della libertà saluta in Lei, nella più alta istituzione della Repubblica, il garante supremo della Costituzione democratica, dell’unità della nazione, della libertà dei cittadini. La sua costante sollecitudine per la leale collaborazione fra i poteri e gli ordinamenti dello Stato, ma anche per una comune responsabilità delle forze politiche nei confronti del superiore interesse della nazione, per un clima politico più costruttivo per l’efficacia dell’azione di governo e del ruolo di maggioranza e opposizione in Parlamento, fanno di lei un punto di riferimento al quale l’intera collettività nazionale guarda con fiducia e rispetto. Ella costituisce dunque, al di sopra delle temperie del confronto politico, il simbolo di quei valori di libertà e di democrazia sui quali è fondata la nostra Patria, la nazione alla quale siamo orgogliosi di appartenere. È con questi sentimenti che i delegati del Popolo della libertà, riuniti al congresso, Le rivolgono un deferente omaggio e un rispettoso indirizzo di saluto”.

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di Nico Falco
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