Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Pd e Pdl preoccupati per presidenza degli organi di garanzia

Nei palazzi la carica dei grillini: 163 tra Camera e Senato

Incarichi anche in Giunta per il Movimento 5 stelle

Nei palazzi la carica dei grillini: 163 tra Camera e Senato
27/02/2013, 21:11

ROMA - I palazzi si preparano all'arrivo della pattuglia dei 163 grillini: 108 alla Camera, 54 a Palazzo Madama più uno proveniente dall'estero. A Montecitorio sono state già staccate dagli ascensori tutte le targhette in ottone con la scritta “Riservato agli onorevoli parlamentari”, ed è stata rimossa quella nell'Ufficio postale che garantiva la precedenza ai deputati in caso di fila. Anche per la buvette si starebbe pensando ad un progetto di “restyling”: si vorrebbero togliere persino le scaffalature che ora mettono in mostra scatole varie di cioccolatini, fiori e qualche scultura. E resteranno definitivamente chiusi i famosi “Bagni”, locali con sauna e cyclette, che un paio di mesi fa vennero dismessi in seguito ad un filmato-denuncia di un parlamentare “armato” di telecamera che ne pubblicizzava l'esistenza. Ma è sulla disposizione dei nuovi spazi da destinare agli uffici del M5s che si starebbe concentrando l'attenzione. E' vero che di questo se ne dovranno occupare l'Ufficio di presidenza, i Questori (uno dei quali dovrebbe essere appunto un grillino) e gli uffici tecnici, ma è molto probabile, secondo quanto si apprende, che il nuovo gruppo potrebbe insediarsi nei locali che ospitavano l'Idv, rimasta fuori dal Parlamento. Anche per quanto riguarda il loro posto in Aula, si starebbe pensando di collocarli nello “spicchio” centrale dell'emiciclo, Ma questo lo si deciderà con certezza solo una volta eletti i Questori. La scelta di come occupare gli scranni toccherà, infatti a loro d'intesa con l'Ufficio di presidenza. Analoga la preoccupazione al Senato anche se a Palazzo Madama, fanno notare alcuni funzionari, “non c’erano targhette off limits” da rimuovere. Ma la vera preoccupazione di esponenti Pd e Pdl riguarda la presidenza degli organismi cosiddetti di garanzia, (cioè le Giunte per le Autorizzazioni e delle Elezioni alla Camera; quella delle Elezioni/Immunità al Senato; la Vigilanza Rai; il Copasir) che per prassi o per legge, almeno dal '96, viene affidata all'opposizione. Quello per cui si teme di più è il Copasir, il Comitato di controllo sui Servizi Segreti. Dal 2007 (ma il principio è ribadito anche nell'ultima riforma “targata” Massimo D'Alema e Fabrizio Cicchitto) al vertice dell'organismo parlamentare siede per legge (e non più solo per prassi) un rappresentante dell'opposizione. E l'idea di affidare al M5S il “controllo” dei “segreti” della Repubblica non sembra far dormire sogni troppo tranquilli ai più. Meno problematico il discorso per le Giunte. Qui, si spiega nel centrodestra, trattandosi di “mera prassi, si può sempre invertire...”. Del resto un precedente c’è: nella XII legislatura l’allora governo Berlusconi si prese anche la presidenza di quasi tutti gli organi di garanzia ad eccezione dell'allora “Copaco” (ora Copasir) che toccò sempre all'opposizione con Massimo Brutti.

Commenta Stampa
di Valerio Esca
Riproduzione riservata ©