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Niente ineleggibilità Parlamento di presidenti di Provincia

Nel ddl "Salva-Sallusti" il Pdl inserisce la norma "ad partitum"


Nel ddl 'Salva-Sallusti' il Pdl inserisce la norma 'ad partitum'
18/10/2012, 17:59

ROMA - Più di una volta Antonio DI Pietro, leader dell'Idv ha fatto notare che, quando il Pdl presenta una legge, bisogna leggerla con attenzione, pensarci almeno una notte e poi trovare la norma ad personam in esso contenuto. Questa volta il Pdl si è perfezionato: in una norma ad personam ci inserisce una norma "ad partitum".
E' quello che è successo con la legge "salva-Sallusti", il ddl che vuole cancellare la possibilità per i  giudici di condannare i giornalisti, che commettono il reato di diffamazione a mezzo stampa, al carcere. Una norma fatta per eviatre che la condanna a 14 mesi che Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, si è visto affibbiare in Cassazione diventi effettiva. 
Ma all'interno, scritta nel solito politichese, è stato inserito questo emendamento: "All'emendamento 1.1000, dopo il comma 1 aggiungere il seguente: "1-bis. Al primo comma dell'art. 7 del D. P. R. 30-3-1957 n. 361 sono soppresse le lettere a) e b)". Scritto così, assomiglia all'arabo. Ma traducendolo in italiano, significa permettere ai consiglieri provinciali e ai Presidenti di provincia di candidarsi al Parlamento. Oggi esiste una norma che consente ai parlamentari di candidarsi a presidente  di Provincia, ma non il contrario. E la norma introdotta da Gennaro Coronella - senatore del Pdl eletto a Casal di Principe, in provincia di Caserta - mira proprio a togliere questa incompatibilità. Il motivo è semplice: nel 2014 una sessantina di province verranno eliminate ed altre 10 verranno assorbite dalle città metropolitane. Il che significa una settantina di presidenti di provincia a spasso. Ed è ovvio che vorranno in cambio qualcosa, come un seggio in Parlamento. 

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di Antonio Rispoli
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