Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Per battere un avversario di peso come Emma Bonino

Nel Lazio la Polverini si appoggia a Velardi


Nel Lazio la Polverini si appoggia a Velardi
07/01/2010, 13:01

ROMA - SI prospetta una battaglia tra donne a fine marzo, per la poltrona di governatore del Lazio lasciata libera da Piero Marrazzo: da una parte Emma Bonino, proposta dai radicali e che dovrebbe godere dell'appoggio incondizionato del Pd; dall'altra Renata Polverini, segretaria dell'Ugl, il sindacato di destra, finiana e candidata per il Pdl. I giochi sono ancora aperti, naturalmente, da entrambe le parti. Per esempio da parte del Pd, che non ha ancora trovato un candidato, ma sta cercando una alternativa ad Emma Bonino. Ma quella radicale è una proposta molto forte, tanto che il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, del Pd, è stato chiarissimo: "A questo punto, emerge l'invito al Partito Democratico di assumere una iniziativa politica che, sulla base dei colloqui avuti, a mio giudizio dovrebbe concentrarsi su una scelta tra due ipotesi: o l'individuazione di una forte e autorevole candidatura di carattere nazionale, una novità da cui ripartire, o la verifica di un possibile sostegno alla candidatura di Emma Bonino".
Ma non è che nel Pdl le acque siano tranquille. Certo, la Polverini può stare abbastanza serena, dato che solitamente il partito appoggia in blocco i suoi candidati; ma intorno a lei c'è maretta. Da una parte è nell'occhio del ciclone per la sua posizione di "finiana di ferro", cosa che in questo momento non è molto apprezzata. Infatti è significativo che Vittorio Feltri, direttore de Il Giornale, quando non attacca Gianfranco Fini, attacca la Polverini. E questo alla lunga può crearle degli intralci, dato che si sa Feltri agli ordini di chi obbedisce. D'altronde, la sindacalista sa di non poter essere eletta senza l'appoggio concreto e fattivo anche dei berlusconiani, dato che l'ex partito di AN non basta per farla eleggere a presidentessa del Lazio. Tanto che si vocifera abbia intenzione di avvalersi di Claudio Velardi, ex assessore campano e coinvolto nell'inchiesta giudiziaria "Mani sulla città", insieme ad Alfredo Romeo e a decine di altre persone. Velardi è una strana scelta: considerato un dalemiano "duro e puro", grande esperto di politica, appare strano che possa collaborare con una persona di destra. A meno che non sia il primo dei ponti che Fini sta gettando per il dopo-Berlusconi. Cioè una candidatura trasversale, che possa prendere voti non solo a destra, ma anche al centro e con un occhio verso i centristi del Pd delusi, soprattutto i rutelliani E non è un caso, dato che Velardi è stato definito, nell'inchiesta giudiziaria di Napoli, "la voce di Rutelli". In questa maniera il Pdl, almeno nel Lazio, si posizionerebbe in una posizione che abbraccia una maggiore area dell'arco istituzionale e farebbe da banco di prova per accordi simili in futuro in altre regioni o anche nel governo nazionale. Ma accordi del genere non si potranno tenere finchè Berlusconi resta a capo del partito, data la sua tendenza a radicalizzare e personalizzare sempre le elezioni. Ecco spiegato quindi il perchè di un atteggiamento che è nevrastenico solo in apparenza da parte del Pdl.
Intanto questa scelta qualche cosa la frutta. Infatti Pierferdinando Casini, leader dell'Udc, fedele alla politica di stare sempre dalla parte del più forte, già ha annunciato l'intenzione di appoggiare la Polverini.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©