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Ma finora dove sono stati?

Nel Pd la minoranza attacca Bersani


Nel Pd la minoranza attacca Bersani
31/03/2010, 09:03

ROMA - Tira aria da resa dei conti, nel Pd, dopo la netta sconfitta subita alle elezioni regionali. CI sono molti mal di pancia per le scelte, ritenute sbagliate, fatte da Bersani e dai dalemiani: l'appoggio alla Bonino del Lazio, la continua ricerca di accordi con l'Udc di Casini (accordi accettati solo dove erano inutili, dato che invece dove era possibile vincere si sono alleati con il Pdl, come in Campania o in Calabria), i bastoni messi tra le ruote di Vendola, che è riuscito a vincere, potremmo dire, quasi a dispetto della dirigenza del Pd. Tutto questo, e più in generale l'atteggiamento debole contro la maggioranza di governo, ha avuto l'effetto di allontanare dal Pd molti elettori, tanto che il partito ha avuto dei cali veramente imbarazzanti in quasi tutte le regioni italiane. Al nord una parte degli scontenti sono andati verso la Lega Nord o verso il Movimento 5 stelle, ma più in generale hanno preferito non andare a votare. Infatti l'inceremento dell'astensionismo in larga parte ha finito col colpire proprio i democratici.
In questo senso vanno lette le dichiarazioni di Dario Franceschini ("La linea politica di Bersani è fallita, l'ossessione delle alleanze ci porta al disastro. La prossima volta che facciamo, chiamiamo al tavolo anche Beppe Grillo? Mi girano le p... se il segretario dice che prima di lui il Pd era morto. I dati sono chiarissimi: il Pd è sotto il risultato delle Europee") o di Veltroni ("Per di più con un partito unito, compatto. Figurarsi: ho persino digerito la candidatura sbagliata della Bonino", si sfoga il capogruppo. "Irrilevante al Nord, cancellato al Sud. E la strategia dell'intesa con l'Udc miseramente naufragata").
Quali le soluzioni? Ovviamente ognuno propone la sua: dal lasciare le cose così fino al congresso che si terrà tra tre anni, al commissariamento di Bersani, che verrebbe lasciato al suo posto, ma con una sorta di comitato di tutela. Ma nessuno che bada all'essenziale: cosa è il Pd? Ancora nessuno lo sa. Non è un partito di governo, perchè da solo non prenderà mai il 50% dei voti. Non è un partito di opposizione, perchè non fa mai opposizione seria alle leggi del Pdl, a differenza dell'Idv. Non è un partito di coalizione, visti i mal di pancia che si scatenano ogni volta che si prova ad allacciare una alleanza. Che resta? Solo un partito destinato a peredre sempre, che perde i pezzi per strada e continuerà a perderli.

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di Antonio Rispoli
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