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Oggi pomeriggio la riunione della direzione del Pdl

Nel Pdl è il giorno della verità. Truccata.


Nel Pdl è il giorno della verità. Truccata.
22/04/2010, 09:04

ROMA - Oggi pomeriggio ci sarà la resa dei conti all'interno del Pdl, tra la minoranza finiana e la maggioranza, all'interno della direzione del Pdl, convocata all'Auditorium della Conciliazione a Roma. Ma su che basi? L'ipotesi che i finiani facciano uno strappo è ormai tramontata: sono in 55 contro una maggioranza di governo di oltre 500 tra deputati e senatori, quindi circa il 10%. Ma anche all'interno del gruppo degli ex di An i finiani sono una minoranza, dato che tra Camera e Senato ci sono circa 150 ex aennini. E quindi, dividersi significherebbe fare un suicidio politico. Ma anche l'ipotesi di una corrente interna è da scartare: per il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi non possono esistere voci dissonanti. La voce del Pdl è una sola, la sua: è sempre stato così ed era così anche in Forza Italia. DI conseguenza i coordinatori del Pdl (Ignazio La Russa, Sandro Bondi e Denis Verdini) hanno preparato un documento, da far sottoscrivere a tutti i parlamentari, dove si stabilisce l'assoluta fedeltà dei parlamentari stessi alle disposizioni di Berlusconi. Certo, i termini utilizzati sono molto leggeri e scelti apposta per non destare problemi e farla sembrare una cosa di routine. E i finiani, che non intendono tirare troppo la corda, è facile che alla fine accettino, magari dopo aver posto i "punti politici". Che si riducono ad uno: Fini ha paura di diventare irrilevante, all'interno della maggioranza, stretto tra Berlusconi e Bossi, che alle ultime elezioni ha ottenuto un buon risultato. Di conseguenza ha bisogno di una maggiore visibilità, che il solo ruolo di Presidente della Camera - e quindi con seri limiti alla sua azione politica - non gli consente di avere.
Se questa sarà vera pace lo si vedrà presto. In particolare un segnale potrebbe arrivare quando, dopo il 29 aprile, potranno essere cambiati i presidenti di Commissione. C'è una commissione che per Berlusconi è strategica e che non è sotto il suo controllo: la commissione Giustizia, guidata da Giulia Bongiorno, noto avvocato e considerata una finiana doc. Quindi è facile immaginare che, laddove Berlusconi non fosse sicuro della fedeltà di Fini (ed una persona paranoica come lui non ha fiducia in nessuno) proverà a destituirla o quanto meno a renderle impossibile il lavoro, per evitare che possa interferire sui tanti progetti che Berlusconi deve far approvare: a cominciare dalla riforma per isolare i Pubblici Ministeri dalle indagini e per asservire l'intera magistratura al governo.

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di Antonio Rispoli
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