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Aumentano i rumors su un eventuale cambiamento della legge

Nel Pdl contrasti in Commissione sul ddl intercettazioni


Nel Pdl contrasti in Commissione sul ddl intercettazioni
16/06/2010, 09:06

ROMA - Sono voci di corridoio, che valgono quel che valgono ma sono interessanti. Infatti ormai la discussione sul disegno di legge sulle intercettazioni sembra essere completamente nelle mani della maggioranza. Anche se è una lotta da Davide contro Golia: i finiani, che dicono di non volere una legge siffatta (ma hanno votato senza esitare la fiducia in Parlamento), sono una trentina o poco più. Di conseguenza, non sarebbero sufficienti, anche immaginando una opposizione compatta che voti contro il provvedimento, a rovesciare le sorti di questa pessima legge. Soprattutto se poi - come appare certo - il governo deciderà di impedire qualsiasi discussione apponendo la fiducia sul provvedimento; in questo caso appare certo che i finiani non intendono perdere il loro posto di parlamentari.
Per cui tutte le speranze si accentrano nella Commissione Giustizia, dove, su 46 elementi che la compongono, 20 sono dell'opposizione, 5 sono finiani (a cominciare dalla Presidente, l'avvocato Giulia Buongiorno) e poi c'è Luigi Vitali, berlusconiano ma da sempre contro il provvedimento. Insomma, una maggioranza che potrebbe introdurre delle modifiche. E qualsiasi modifica, anche una virgola fuori posto, costringerebbe il Senato a riesaminare il disegno di legge, cosa che non potrebbe essere fatta prima di settembre. Il punto è che Berlusconi vuole chiudere la vicenda ora, prima dell'estate; soprattutto prima che il crollo della sua popolarità tra gli elettori del Pdl venga messo alla luce, squalificandolo dal ruolo di leader della coalizione.
Intanto si viene a scoprire, leggendo con attenzione la legge, che ci sono limitazioni che rendono impossibili alcuni tipi di indagine. Per esempio, se un magistrato volesse le prove che in un certo punto della città avviene lo spaccio, non potrebbe ordinare un appostamento con le riprese televisive, perchè queste rispondono alle stesse limitazioni delle intercettazioni telefoniche; di conseguenza ci vogliono le prove che in quella piazza avviene lo spaccio per documentare lo spaccio stesso. Praticamente impossibili le foto o le riprese video di persone che stanno in un locale, senza informare il proprietario ed ottenere il suo consenso. Ed è uno schiaffo anche al Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta: niente più telecamere nella zona dove bisogna far passare il badge nell'apposita apparecchiatura, per scoprire gli impiegati pubblici fannulloni. Si tratta di limitazioni di indagine insostenibili, per la magistratura e le forze dell'ordine. Le quali sono parecchie combattute. Non è una novità che la maggioranza dei poliziotti o dei carabinieri sono persone che sostengono questo governo, per ideologia politica o per convenienza; ma nelle stazioni di Polizia e nelle caserme dei carabinieri di questa legge non si parla. E quando lo si fa, si cambia subito argomento con imbarazzo. Ed è un simbolo evidente dell'incertezza e del disagio che hanno in molti, perchè questa legge sulle intercettazioni costituisce una grossa limitazione anche per loro.

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di Antonio Rispoli
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