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Ma anche nei partiti alleati ci sono molti a disagio

Nel Pdl Scajola e Pisanu addensano la fronda al premier


Nel Pdl Scajola e Pisanu addensano la fronda al premier
07/10/2011, 09:10

ROMA - Ormai appare chiaro che i malesseri all'interno del Pdl sono evidenti; e, come dimostra la cena che c'è stata nei giorni scorsi, si sta coagulando intorno a due nomi specifici, quelli dell'ex Ministero dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e dell'ex Ministro dell'Interno Beppe Pisanu. Ma è una fronda molto relativa: potrebbe far cadere il governo, dato che conta 30 deputati e 15 senatori, ma non lo farà, perchè i deputati non intendono rinunciare a questi 18 mesi di stipendio, anche in vista del vitalizio; punterà ad un cambio di governo, ma con fedelissimi del premier (si fanno i nomi del Presidente del Senato Renato Schifani o quello del fedelissimo per eccellenza, Gianni Letta). Insomma, sembra solo pronta ad applicare il gattopardesco "cambiare tutto per non cambiare nulla".
Ma non ci sono solo loro a manifestare disagio. Ci sono i deputati meridionali di Miccichè che cominciano a protestare per l'attività antimeridionalista della Lega Nord; c'è Mario Baccini che gli chiede di non mettere la fiducia sulla legge sulle intercettazioni; Santo Versace che se ne è andato; due o tre ex "responsabili" (ora "Popolo e territorio") che chiedono aperture e contatti all'Udc. E così via.
Insomma, più passa il tempo, più è evidente che la nave sta affondando, e più deputati e senatori del Pdl e i loro alleati si trovano a fare gli equilibristi tra l'avidità di non lasciare il loro comodo seggio in Parlamento (con tutto ciò che significa in termini di ricchezza) e la voglia di distinguersi dal premier, per non essere trascinati da una caduta che ormai appare inevitabile.

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di Antonio Rispoli
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