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NESSUN ACCORDO TRA MAGGIORANZA ED OPPOSIZIONE SULLE NOMINE


NESSUN ACCORDO TRA MAGGIORANZA ED OPPOSIZIONE SULLE NOMINE
15/10/2008, 08:10

Nulla di fatto nella riunione tenuta ieri, tra tutti i capigruppo di Camera e senato, per trovare un accordo per la nomina sia del presidente della Commissione di Vigilanza RAI - per la quale l'unico candidato è Leoluca Orlando, ma che non viene eletto da 4 mesi per l'ostruzionismo del PdL - che per quella del Giudice della Corte Costituzionale. Anche l'offerta fatta ieri da Veltroni ("La maggioranza la smetta di impedire l'elezione di Orlando in Vigilanza RAI e noi voteremo il Giudice di Corte Costituzionale scelto da loro, purchè abbia certe caratteristiche") ha ricevuto in risposta due metaforici ma pesanti schiaffoni. Innanzitutto la maggioranza ha detto che piuttosto che votare Orlando, preferiscono scegliere loro un membro della commissione da votare, anche se sempre dell'opposizione. Inoltre poi hanno avanzato, per la Corte Costituzionale, la candidatura di Gaetano Pecorella, presidente della Commissione Giustizia e legale personale del Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi.

Lo stesso Antonello Soro, capogruppo del PD alla Camera dei Deputati, ha accolto la proposta commentando: "Non abbiamo alcun pregiudizio e non porremo alcun veto. Qualora venisse proposta - come anticipato da un'agenzia di stampa - la candidatura dell'on. Pecorella, avremo modo di rappresentare, nella conferenza dei presidenti di gruppo, le delicate ragioni per cui troviamo quella candidatura - allo stato degli atti - non opportuna. Queste ragioni sono state già rappresentate in sede informale ai dirigenti di Pdl".

E definirla "non opportuna" è un sottile eufemismo. Anche ammesso che Pecorella fosse la persona più attenta ai suoi doveri verso lo Stato che a quelli di dipendente del premier (cosa che non è assolutamente, come dimostra la sua attività di parlamentare), sarebbe comunque da evitare una dipendenza così stretta tra Governo e Corte Costituzionale, vistoche la seconda ha un'azione di controllo sul primo.

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di Antonio Rispoli
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