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Cancellieri: “Non si condanna per un esposto anonimo”

Nicola Izzo ai pm di Roma: "Non so chi sia il corvo"


Nicola Izzo ai pm di Roma: 'Non so chi sia il corvo'
05/11/2012, 22:15

ROMA  - Sono state respinte dal ministro del’Interno, Annamaria Cancellieri, le dimissioni di Nicola Izzo, vicecapo vicario della polizia che aveva manifestato il proposito di allontanarsi dal proprio incarico dopo la denuncia contenuta in un esposto anonimo. 

La Cancellieri ha così motivato la decisione: “Respingo le dimissioni presentate dal vice capo di Polizia Nicola Izzo, perché credo che una persona non possa essere giudicata sulla base di un esposto anonimo sul quale non abbiamo ancora riscontri”.

Secondo il rapporto, Izzo viene indicato come il responsabile dell'attività illecita nell'affidamento degli appalti del Viminale per attrezzature elettroniche.

Oggetto della denuncia anonima sono le modalità per gli appalti per i software per le centrali operative in tutta Italia, quelli per i sistemi di videosorveglianza e per la gestione del numero unico europeo della sicurezza, il 112.

Secondo le indiscrezioni di alcune fonti, le dimissioni di Izzo sarebbero state comunicate tramite  una mail, inviata questa mattina sia al ministro e al capo della polizia Antonio Manganelli. Il capo della polizia ha chiarito: “Ho sempre detto che noi della Polizia dobbiamo smarcarci da questioni che abbiano a che fare con soldi. Non ci dobbiamo proprio mettere in mezzo anche solo per evitare che la nostra immagine possa essere danneggiata da possibili commenti negativi”. 

La posizione del ministro dell’Interno è chiara: “Non si condanna un uomo per un esposto anonimo o per delle parole. Ci stiamo guardando dentro: fin dall'inizio abbiamo preso molto seriamente la vicenda. Il Viminale è, e deve essere, una casa di vetro, un punto di riferimento per tutti. E non accetteremo mai che non sia così”. 

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 22:15 DI EMANUELE DE LUCIA

Nicola Izzo è stato sentito oggi dai pm di Roma come testimone. Ha detto di non sapere chi sia il 'corvo', l'anonimo autore della lettera che lo chiama in causa a proposito della gestione degli appalti, laddove chiama Izzo 'il puparo', descrivendolo come una figura chiave nella vicenda. Nel corso dell'audizione davanti al procuratore Giuseppe Pignatone, il vice capo della polizia si è detto estraneo a qualsiasi illecito. Nei prossimi giorni, i magistrati ascolteranno anche l'ex direttore dell'ufficio logistico del Dipartimento, Giuseppe Maddalena, anche lui chiamato in causa dal 'corvo'.
Il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri ha respinto le dimissioni del vice capo della polizia Izzo, ma è difficile "fugare ogni dubbio" nato in seno alle dichiarazioni del 'corvo', che ha parlato di illeciti appalti sulle apparecchiature del Viminale. Si fanno più concrete le ipotesi sulla successione alla guida della polizia, anche se l'intenzione del governo tecnico era quella di lasciare al prossimo esecutivo il compito di pianificare un eventuale cambio del capo della polizia, in carica dal 2007. Tra i nomi che circolano, c'è quello del prefetto Pasquale Piscitelli, attualmente al Dis, Giuseppe Procaccini o Alessandro Pansa e del capo della Protezione civile Franco Gabrielli, oltre che dell'ex questore di Milano Alessandro Marangoni. Nelle parole di Izzo, contenute nell'e-mail inviata al Ministro dell'Interno, si percepisce la tensione che si respira: "Vado via perché, per poterla difendere, è necessario che sulla polizia e sui suoi vertici non ci siano ombre".
Il ministro Cancellieri ha respinto le dimissioni di Izzo, ma ha ammonito: "Ci stiamo guardando dentro e fin dall'inizio abbiamo preso molto seriamente la vicenda. Lavoreremo al massimo affinché venga fugato ogni dubbio e al termine di tutto questo vedremo. Ma siamo determinati a non avere alcuna ombra sul Viminale, che è una casa di vetro, un punto di riferimento per i cittadini e non accetteremo mai che non sia così. La trasparenza è fondamentale negli uffici pubblici".

 

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di Rosa Alvino
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