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Il Governo non ci sarà per il trentennale della strage

Niente ministri a Bologna, La Russa: “Li avete sempre fischiati”


Niente ministri a Bologna, La Russa: “Li avete sempre fischiati”
01/08/2010, 17:08

NAPOLI – Alle 10:25 del 2 agosto 1980 una valigia imbottita di esplosivo scoppiò nella sala d’aspetto di seconda classe della Stazione di Bologna Centrale. L’onda d’urto investì anche il treno Ancona-Chiasso, che al momento era in sosta sul primo binario, distruggendo circa 30 metri di pensilina ed il parcheggio dei taxi antistante l’edificio. L’ala ovest della stazione crollò. Un bilancio di 85 morti ed oltre 200 feriti.
Domani cade il trentennale di quella che è una delle più gravi azioni terroristiche in Italia, la Strage di Bologna. Alle celebrazioni, però, non ci saranno rappresentanti del Governo. A spiegare il motivo della scelta è il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che punta il dito contro i familiari delle vittime della strage. “Cos’è successo gli altri anni? I Ministri li avete fischiati. E allora avete già la risposta al perché non viene nessuno questa volta”.
Fonti vicine al Ministero degli Interni avevano già fornito una spiegazione dell’assenza dei Ministri, leggermente diversa: sarebbe stata l’Associazione dei familiari a chiedere di non inviare nessuno, “in quanto persona non gradita”. Versione smentita seccamente da Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione: “Ma questi sono matti. Mai chiesto che non venisse il ministro. Anzi”.
Il punto, quindi, sembra chiaro: il governo non ci sarà per evitare quella sorta di Forche Caudine che si è verificata negli anni scorsi. Una decisione di sottrarsi ad una celebrazione importantissima, per evitare la pioggia di fischi che, anche quest’anno, sarebbe caduta al passaggio dei ministri. Una decisione che suona quasi come una ripicca, malgrado i tentativi di scaricare la colpa su improbabili equivoci o su scelte fatte per evitare polemiche.
Filippo Berselli, coordinatore regionale del Pdl, giustificando la scelta del Governo, parla di una “manifestazione strumentalizzata”. “Il governo, - afferma, - si è stancato di inviare sempre qualcuno solo per farlo fischiare. Ha fatto bene stavolta a lasciare in piazza solo il Prefetto: io non avrei inviato nessuno neppure gli anni scorsi”.
Decisamente più democratico il finiano Enzo Raisi, che parla invece di una “decisione presa per evitare polemiche” e non di una “mancanza di rispetto”. “Tutti, - aggiunge, non risparmiandosi la stoccata - ormai hanno capito che questo è un appuntamento non tanto per ricordare, ma utile a minoranze di poco conto per esprimersi con fischi e trombette. Evitarlo è cosa buona e giusta”.

Fabio Garagnani, restando sullo stesso argomento, parla di una risposta alla “piazza intemperante”, citando l’episodio dell’anno scorso, quando fu tolta la parola al ministro Sando Bondi. Ed è sempre la protesta della folla al centro della dichiarazione del consigliere regionale della Lega Nord Manes Bernardini, che spiega: “Bologna sconta le proteste degli anni scorsi”.

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di Nico Falco
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