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No al fermo per due mesi della funicolare di Montesanto


No al fermo per due mesi della funicolare di Montesanto
09/07/2012, 12:07

Non parteciperò all’incontro, indetto per mercoledì prossimo, 11 luglio, dall’amministratore unico di Metronapoli S.p.A., in relazione ai lavori di manutenzione della funicolare di Montesanto. I motivi di questo diniego sono di forma e di sostanza. La forma riguarda il fatto che nell’oggetto è stata utilizzata la formula della convocazione, laddove bisognava rivolgere un invito a partecipare all’iniziativa, rivolto ad associazioni e comitati di cittadini. Nella sostanza l’iniziativa andava programmata prima che l’impianto chiudesse e non dopo. Ciò al fine di raccogliere e mettere in atto suggerimenti ed indicazioni per ridurre i tempi davvero lunghi dell’intervento manutentivo, con la chiusura al pubblico dell’impianto per ben due mesi. Tra l’altro avevo proposto di effettuare lavorazioni anche durante la notte proprio per consentire che la chiusura fosse più breve, ipotesi già scartata, nel comunicato diramato, con motivazioni opinabili. Occorre al riguardo sottolineare che molte sono state già in un recente passato le polemiche per i fermi che hanno riguardato l’impianto a fune. Basti ricordare che nel luglio 2004 esso fu chiuso per la revisione generale ventennale prevista dal D.M. 2 gennaio 1985, ma che i lavori poterono iniziare dopo quasi un anno dal fermo, quando finalmente gli stessi furono appaltati. Solo nell’aprile del 2006, 21 mesi dopo la chiusura, la funicolare fu riaperta al pubblico con notevole ritardo rispetto ai tempi annunciati. Tra l’altro non si comprende come mai, dopo poco più di sei anni dal termine di tale revisione generale, da effettuarsi per legge con cadenza ventennale, l’impianto, che attraverso la Cumana e la Circumflegrea, le sui stazioni sono poste nell’area di Montesanto, svolge un ruolo fondamentale ed insostituibile di nodo intermodale per il trasporto pubblico su ferro anche per tanti comuni dell’area metropolitana, debba essere di nuovo chiuso per effettuare lavori che, come si afferma in un comunicato diramato dall’azienda “ riguardano parti vitali e funzionali degli impianti “, lavori che, una volta terminati, “ saranno sottoposti ai collaudi e alle prove alla presenza dei funzionari dell’Ustif secondo un calendario e la disponibilità degli stessi “. Al fine di comprendere i dubbi e le perplessità manifestati sulla durata dei lavori e sulla riapertura al pubblico dell’impianto, basti ricordare che, nella precedente occasione, per ottenere il nulla osta dall’organo di controllo ministeriale occorsero mesi. Adesso si spera che tutto avvenga in tempi brevi. Ma è solo una speranza, nella quale personalmente, anche alla luce dei precedenti, poco confido e che ancora una volta rischia d’infrangersi contro i consueti ritardi pure di natura burocratica, con la conseguenza che le migliaia di utenti dell’impianto a fune potrebbero ancora una volta essere costretti a ricorrere all’antica arte, tutta napoletana, dell’arrangiarsi, e non solo per due mesi.



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di Redazione
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