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L'incontro alla Cgil. Volpe: "Più fiducia nel partito"

"Noi Re(si)stiamo Qui", domani Vendola a Napoli


'Noi Re(si)stiamo Qui', domani Vendola a Napoli
15/06/2010, 22:06

“Noi Re(si)stiamo Qui”. Questo il nome dell’iniziativa organizzata da giovani, associazioni e movimenti napoletani, tra cui l’Unione degli Universitari e l’associazione “Scetammec”. L’incontro, previsto per domani alle ore 16.00 presso il salone Federico della Cgil, a Piazza Garibaldi avrà come tema centrale lo sviluppo e il rilancio di Napoli e del mezzogiorno. A discutere con i movimenti e le associazioni di giovani, diritti e politica, Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, nonché leader nazionale del movimento Sinistra Ecologia e Libertà. «A volte "Restare" – afferma Alberto Corona, tra gli organizzatori – non è solo segno di attaccamento alla
propria  terra ma assume i caratteri di una "resistenza" attiva in difesa della libertà e dignità di chi in quella terra vive e lavora. Restare e resistere per creare le condizioni di un rilancio socio-economico e culturale del territorio,  ritrovare quel rispetto che la città merita e interrompere i processi
di migrazione ed emarginazione cui siamo abituati”.
Rinnovare dal basso la politica, fare del sud un laboratorio in cui sperimentare nuove forme di partecipazione ed aggregazione, poiché lo sviluppo e la riqualificazione della nostra terra devono necessariamente scaturire da un modo nuovo di fare politica. "E' un momento importante per tutta la città di Napoli ma anche per Pozzuoli - ha affermato Riccardo Volpe, portavoce del movimento giovanile di SeL a Pozzuoli. Insieme alle associazioni ed ai comitati di Napoli abbiamo organizzato quest'evento. Noi stiamo cercando di fare quello che dovrebbe fare il partito che vogliamo: dialogare con le forze sane della città, che non siano solo partitiche. In questi giorni, sia con i movimenti di Pozzuoli che con quelli i Napoli, con i quali abbiamo costituito una rete, ci stiamo riuscendo benissimo". "La paura - continua Volpe - di trovare un partito 'vecchio', nel quale le decisioni vengano calate dall'alto non è soltanto di chi vive il partito dall'esterno, ma anche e soprattutto da noi che lo viviamo dall'interno. Io non penso che questa sia la strada di SeL, ma se così dovesse risultare perderebbe molti pezzi per strada. Anche la fiducia di chi si è avvicinato per la prima volta ad un partito”.

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di Redazione
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