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Il Presidente oggi a Torino non incontra i manifestanti

No-Tav, visita blindata per Napolitano

Vietti (Csm): "Su attivisti la magistratura andrà avanti"

No-Tav, visita blindata per Napolitano
06/03/2012, 12:03

TORINO - La mobilitazione dei No-Tav non si ferma: si sta svolgendo un presidio con volantinaggio oggi a Torino, in occasione della visita del capo dello Stato per un convegno organizzato dal Csm. Una visita blindata: questura e Prefettura hanno predisposto un imponente schieramento di forze dell'ordine a protezione della piazza con le vie d'accesso sbarrate dai blindati e con agenti a filtrare i pedoni. Si temono le proteste dei No-.Tav,  dopo il "non possumus" opposto dal capo dello Stato di fronte alla richiesta di un incontro da parte dei sindaci valsusini, nel vano tentativo di riuscire ad esporre, ad un livello istituzionale, i motivi dei No-Tav.  "Le scelte tecniche non mi competono", ha affermato ieri Napolitano, condannando nuovamente le violenze.
Anche durante il convegno del Csm si è tornati a parlare di proteste:  "La magistratura rappresenta una garanzia per i cittadini - afferma il vicepresidente Michele Vietti  -  sia dal punto di vista della tutela dell'ambiente e della salute, sia dal punto di vista della tutela della sicurezza e della legalità. E farà il suo dovere senza farsi intimidire". E sulle minacce arrivate a Giancarlo Caselli dopo l'arresto di alcuni attivisti: "Come tutti i magistrati che fanno il loro dovere, a lui va la mia solidarietà e quella del Csm"
Intanto, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, in un’intervista alla Stampa sulla Torino-Lione, si dice convinto che quest’opera sia  “necessaria, utile e strategica per il nostro Paese oltre ad essere del tutto conforme con le normative italiane, francesi ed europee”. Per i Comuni interessati dall’opera  sono allo studio anche ipotesi compensative: “l’ordine di grandezza di cui finora si è parlato è di 200-300 milioni”. Infine, il ministro tenta di ridimensionare la portata reale della protesta in Val di Susa sottolineando che dei 112 Comuni tra Italia e Francia i contestatori sarebbero poco più di una decina. “Prima del 2005 erano stati proposti progetti, sotto alcuni aspetti - aggiunge Passera - affrettati e non sufficientemente attenti alle conseguenze ambientali” e “quegli errori hanno indebilito il progetto e dato il via ad una percezione sbagliata dell' opera”, ma dal 2006, assicura il ministro, “c’è stato un fondamentale cambio di rotta”.
Se le richieste dei No-Tav al governo e al Presidente della Repubblica si sono concluse con un nulla di fatto, stamattina il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota ha incontrato i “Sindaci per la legalità” delle valli Sangone e di Susa, che sono invece gli amministratori pro-Tav, tutti nell’orbita del centrodestra. Il prossimo Cipe in programma per il 9 marzo sbloccherà i primi 20 milioni di euro per le opere compensative.
 

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di Gaia Bozza
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