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La formula da adottare dalla Riviera di Chiaia al centro

Novità per il lungomare di Napoli: "Adotta una strada"

La soluzione: gestione partecipata degli spazi pubblici

Novità per il lungomare di Napoli: 'Adotta una strada'
27/05/2013, 11:09

Il comune di Napoli è in cerca di novità per quanto concerne la gestione dei beni pubblici e, in tal senso, una delle novità adottate dall'ammistrazione alla guida di Palazzo San Giacomo è "adotta una strada", ovvero un modello che ripropone la stessa formula di "adotta una aiuola", e che consiste nella cessione di suolo pubblico in cambio di prestazioni anzichè soldi o una Tosap (tassa per l'occupazione di suolo pubblico).  Carmine Piscopo, l'assessore che ha proposto tale iniziativa, sottolinea che tale lavoro ha come finalità quella di "tenere cura del bene in compartecipazione". Secondo quanto riportato dall'edizione odierna de "Il Mattino", l'assessore ha precisato che "L'elenco comprenderà centinaia di strade - dal centro storico al lungomare passando per le periferie, quello che conta è però il regolamento. Un paio di settimane e saremo pronti."  Il sindaco De Magistris spiega: "Non è vero che cedere suolo pubblico significa avere per forza soldi in cambio. La controprestazione può essere altro, come posti di lavoro, cura dell'ambiente, manutenzione e altro".   Obiettivo della delibera allo studio della giunta è quello di tutelare i privati in un periodo di forte crisi, evitando di chiedere loro soldi in un momento di particolare difficoltà economiche; ciò potrebbe riassumersi nel concetto di pagare le tasse e manutere il bene in concessione o compartecipazione.    L'assessore Piscopo inoltre precisa: "Stiamo pensando forme di compensazione con i commercianti e gli imprenditori. Noi concediamo gli spazi ma a certe condizioni. Lo stiamo studiando per via Caracciolo e la Riviera di Chiaia e anche il resto della città".  L'iniziativa rientra nel cosidetto "modello Napoli" che potrebbe essere da esempio per altre città d'Italia e, con un occhio lungimirante, ad altre città europee.

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di Denise Penna
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